Rapporto Circonomia 2023, l’Italia perde il primato nell’economia circolare

IV Rapporto Circonomia 2023, l’Italia non è più prima in economia circolare come nel 2022, maglia nera nella transizione verso un’energia pulita libera dai combustibili fossili e amica del clima.

Servizio video di Manuela Murgia

É la sintesi, decisamente negativa, del cammino “green” dell’Italia fornita dal quarto Rapporto Circonomia, il Festival dell’economia circolare e della transizione ecologica promosso in collaborazione con Legambiente, Kyoto Club, Fondazione Symbola.

Il Rapporto è stato presentato il 14 settembre a Roma, presso la Sala “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita, in un incontro cui hanno partecipato il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, la vicecapogruppo del Pd alla Camera Simona Bonafé, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, il presidente del Consorzio nazionale degli oli minerali usati Riccardo Piunti, il direttore di Confindustria-Cisambiente Lucia Leonessi, il curatore del Rapporto Duccio Bianchi.

“Questo quarto Rapporto Circonomia – così nell’introduzione al Rapporto il direttore scientifico del Festival Roberto Della Seta – certifica che l’Italia, fino all’anno scorso primatista in Europa in economia circolare, cioè nella capacità di utilizzare nel modo più efficiente le risorse naturali, non è più in testa alla classifica, sorpassata dall’Olanda. Ma più del “sorpasso” olandese, a colpire è il brusco rallentamento del cammino “green” italiano negli ultimi anni. In tutti gli indicatori tranne uno (tasso di riciclo dei rifiuti), dal 2018 in poi corriamo di meno della media dei Paesi Ue.”

Malgrado questa vistosa perdita di velocità nella transizione ecologica, l’Italia rimane tra i Paesi europei più avanti nel passaggio a un’economia circolare: prima per il tasso di riciclo sul totale dei rifiuti prodotti, con prestazioni brillanti in tutti gli altri principali indicatori di “circolarità” dal consumo di materia per unità di Pil al tasso di utilizzo di materie prime seconde, cioè provenienti da riciclo.

Brillano particolarmente le performance di molti consorzi di filiera che gestiscono la raccolta e il riciclo di specifiche tipologie di rifiuto: su tutti il CONOU, il Consorzio nazionale degli oli minerali usati, che raccoglie pressoché la totalità dell’olio usato raccoglibile e ne rigenera in il 98% in nuove basi lubrificanti (in Europa il tasso medio di rigenerazione è inferiore ai due terzi).

“Come CONOU siamo davvero orgogliosi di tenere alta la bandiera dell’Italia in Europa nel settore dell’economia circolare – ha commentato Riccardo Piunti, Presidente del CONOU – Consorzio degli Oli Minerali Usati ancor di più alla luce di quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Circonomia. La raccolta degli oli minerali usati e il tasso di rigenerazione di oltre il 98% fanno del “sistema CONOU” l’eccellenza dell’economia circolare in Europa, dove mediamente si rigenera appena il 61% dell’olio usato raccolto e una grande parte di esso viene bruciata. Questo modello porta con sé indubbi benefici sia ambientali che economici.”

Rapporto Circonomia 2023, Rampelli: “L’Ue deve rispettare di più l’identità di ciascun territorio”

“Sul tema ambientale sono stati fatti errori ma sono stati ideati anche strumenti virtuosi. Credo che il principio dell’economia circolare sia vitale per la salvaguardia del pianeta e per una corretta condotta di vita da parte dell’umanità. Nel ciclo dei rifiuti la circolarità è un concetto geniale perché consente di utilizzare più volte ciò che consumiamo, permette di tutelare la materia prima salvaguardando il futuro delle nuove generazioni, preservando il pianeta e introducendo valori purtroppo rimossi dalle società turbo liberiste: riduzione, risparmio, efficientamento. Risparmiare energia significa diminuire le bollette e quindi gli incassi dei grandi gestori. Idem risparmiando acqua si alleggeriscono le bollette delle società erogatrici. Riducendo i rifiuti ci sarebbe il collasso del sistema che si alimenta sulla loro combustione”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli.

“L’Europa deve cercare di rispettare di più le caratteristiche e le identità di ciascun territorio invece di passare come un rullo compressore con direttive omologanti. Deve esaltare le differenze e non punirle. Questo approccio critico non significa affatto ostilità, ma valorizzazione della sua funzione”, ha aggiunto il Vicepresidente della Camera.

Rapporto Circonomia 2023, la crisi del cammino green italiano è profonda

Ma la crisi del nostro cammino “green” restituita dai dati di questo quarto Rapporto Circonomia è profonda. Crisi profonda e strutturale soprattutto nel campo della transizione energetica dalle fonti fossili – carbone, petrolio, gas – alle nuove rinnovabili – sole e vento –, decisiva per fronteggiare con efficacia la crisi climatica in atto che vede, peraltro, proprio il nostro Paese come bersaglio privilegiato.

L’Italia in effetti è uno degli epicentri della crisi climatica globale, con una temperatura media cresciuta di quasi 3 °C rispetto al periodo pre-industriale – aumento quasi triplo rispetto al dato globale – e che nel 2022 ha superato la soglia dei 14 °C. Siamo nell’ ”occhio del ciclone” di una tempesta climatica che a differenza di tutti fenomeni di cambiamento climatico che l’hanno preceduta nella storia della terra e dell’uomo è originata da cause antropiche.