Rapporto Ambiente SNPA, Italia in chiaroscuro

Dati ancora troppo contrastanti: il nostro Paese migliora sul fronte delle rinnovabili e dello smaltimento di rifiuti, ma continua a consumare troppo suolo e ad emettere troppi gas serra climalteranti.

È un’Italia in chiaroscuro, quella che emerge dal Rapporto Ambiente del Servizio nazionale per la protezione dell’ambiente, presentato oggi a Palazzo Chigi dall’Ispra, alla presenza anche del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Luci e ombre nei dati raccolti e analizzati dall’Ispra e dalle varie Arpa regionali: se da un lato l’Italia sta migliorando sul fronte dell’inquinamento atmosferico per quanto riguarda il particolato ultrafine PM2.5, dall’altro aumentano le emissioni di gas serra climalteranti.

E ancora: aumenta la produzione di energia da fonti rinnovabili, così come la raccolta differenziata che consente un minor smaltimento di rifiuti in discarica. Male, però, l’aumento dell’incidenza del turismo sui rifiuti urbani e della produzione di rifiuti speciali. Altri dati fortemente contrastanti riguardano i progressi dell’agricoltura biologica e dei controlli agli impianti produttivi, ma anche l’eccessivo stallo sull’adattamento climatico e sulla tutela delle aree protette, oltre all’ennesimo aumento del consumo di suolo.

L’Italia, poi, appare spaccata in due sui fronti della lotta all’inquinamento acustico e della raccolta differenziata dei rifiuti: dati più che soddisfacenti al Nord e in parte del Centro, decisamente più bassi e ancora insufficienti invece al Sud. Le principali criticità, comunque, riguardano il consumo di suolo, la produzione di rifiuti speciali e l’emissione di gas serra: tutti ambiti in cui il nostro Paese appare ancora troppo lontano dagli obiettivi fissati dal Green Deal europeo, dall’Agenda 2030 e dalla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.