AnimaliRoma

Qualità della vita, ecco quali sono le città italiane in cui si vive meglio

Condividi

L’indagine annuale del Sole 24 Ore svela quali sono le città italiane in cui si vive meglio. Al solito il nord domina le prime posizioni, mentre il Sud resta il fanalino di coda.

È ancora Milano la città dove la qualità della vita è migliore. Lo conferma l’indagine del Sole 24Ore che le conferisce il podio per il secondo anno consecutivo. Roma, la Capitale, si trova ad una bella distanza, ovvero, al 18esmo posto della classifica ma è comunque salita di tre posizioni rispetto allo scorso anno.

Milano vanta più record: oltre alla prima posizione nella classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria “Affari e lavoro“, il secondo posto nella classifica di tappa “Ricchezza e consumi” e il terzo in “Cultura e tempo libero“. E’ negativa, invece, la performance in “Giustizia e sicurezza“: il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza in ultima posizione soprattutto per numero di reati denunciati e litigiosità. Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza di altre realtà geografiche, i cittadini denunciano di più i reati.

Gli alberi migliorano la qualità della vita, Italia prima al mondo a certificare i benefici delle foreste

Dopo Milano, salgono sul podio anche le province autonome di Bolzano e Trento. In coda Caltanissetta e il Sud dove crescono le grandi città come Napoli (+13) e Bari (+10). Quattrodicesimo posto per Bologna, quindicesimo per Firenze.

Subito dietro il capoluogo lombardo, nella classifica generale 2019, si confermano le province dell’arco alpino: sul podio ci sono anche Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. A spingerle sono i record “di tappa”, ovvero le macro aree tematiche di cui è composta la classifica generale: Aosta è prima in “Ricchezza e consumi”, Trento vince in “Ambiente e servizi” e Bolzano in “Demografia e società”.

Il Dl Clima è legge. Via libera definitivo della Camera. Tutte le novità del testo

Per gli altri record di tappa, Oristano è prima in “Giustizia e sicurezza” e Rimini in “Cultura e Tempo libero”. Nella top ten delle province più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5a) e Treviso (8a), quest’anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e, a chiudere la top ten, Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.

La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l’ultimo posto per la quarta volta nella storia dell’indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105a) e Crotone (106a) la precedono di poco.

Se il caso di Milano è emblematico, questa classifica fotografa le performance positive di tutte le province delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.

Sicilia, accordo sulla qualità dell’aria. Costa: “Da qui dare una scossa al Paese”

Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81a), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni.

Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20a), Genova sale di 11 gradini (45a), Firenze di sette (15a) e Torino e’ 33esima (+ 5 sul 2018). Infine, Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67 posto. Bologna in calo pur restando nella parte alta della classifica al 14 posto.

Roma, sempre peggio: più della metà dei romani bocciano la capitale

Su base regionale, riemerge la contrapposizione Nord-Sud, con Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa “Affari e lavoro” – e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima.

 

 

 

(Visited 7 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago