Breaking News

PUIGDEMONT INCRIMINATO VA IN BELGIO CON 5 MINISTRI. CHIEDERA’ ASILO?

Condividi

Di Marcello Righi. Madrid. La Procura incrimina ufficialmente Carles Puigdemont di ribellione, sedizione e appropriazione indebita. Denunce gravissime che possono portare a condanne fino a 30 anni di galera. Non è stata richiesta la carcerazione preventiva, ma la Corte suprema ha fissato una cauzione di circa 6,2 milioni di euro che dovrà essere versata, pena il sequestro di tutti i beni.

Ma Carles Puigdemont da questa mattina è in Belgio, con lui 5 ministri del governo catalano: Meritxell Borràs (Rapporti col Governo), Antoni Comín (Salute), Joaquim Forn (Interno), Dolors Bassa (Lavoro e affari sociali) e Meritxell Serret (Agricoltura).

A Barcellona è rimasto Josep Junqueras, il vice di Puigdemont che stamani passeggiava (ed è stato fotografato) per le vie della città. Mentre il ministro per il Territorio Rull è l’unico che si sia presentato in ufficio e ha provveduto a svuotare i cassetti della propria scrivania.

Anche se ancora non ci sono conferme ufficiali che Puigdemont voglia chiedere asilo politico in Belgio, è notizia che abbia incontrato Paul Bekaert,  avvocato specializzato in diritti umani che difese membri dell’ETA (Movimento separatista basco).

Bekaert, raggiunto telefonicamente, ha ammesso che ha incontrato Puigdemont e che da “oggi è un mio cliente”

Inoltre il cantante e deputato di “Insieme per il si” Lluís Llach, ha ammesso che i fuggitivi avrebbero intenzione di chiedere asilo politico.

Ufficialmente in visita ai rappresentanti dei partiti fiamminghi, in un incontro fissato da tempo (e su cui nulla prima era dato sapere) e che ha tutta l’aria di essere una vera e propria fuga all’estero.

Vorrà organizzare un governo catalano in esilio?

E soprattutto può il Belgio concedere un asilo politico a un cittadino proveniente da un paese democratico e membro della comunità europea?

E’ chiaro che una eventuale concessione dell’asilo aprirebbe una inedita e forte contrapposizione tra i due paesi.

“È urgente che Charles Michel dia spiegazioni“, ha twittato l’ex primo ministro belga Elio di Rupo, attuale presidente del Partito socialista francofono (PS).

Dalle Fiandre fonti del governo dicono di non sapere nulla di Puigdemont né dei suoi ministri.

Così come va tenuto in conto che Theo Hancken, ministro della immigrazione belga, aveva affermato, non più tardi di ieri sera, che non c’era stata nessuna richiesta di asilo da  parte degli esponenti catalani.

Insomma, a tre giorni dalla proclamazione della Repubblica Catalana, tutti sembrerebbe essersi dissolto quasi nulla fosse stato.

Le bandiere spagnole sventolano tranquillamente in una Barcellona, quasi assonnata, che stamani, dopo la straordinaria marcia unionista di ieri, si è svegliata operosa come sempre.

 

(Visited 106 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago