Politica

ELEZIONI, TORNA IL DIBATTITO SULLA PROSTITUZIONE. CHE FARE?

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Di Leonardo Cannata

Tra i vari temi che nelle campagne elettorali vengono usati come totem c’è la regolamentazione della prostituzione .

Il mestiere più antico del mondo, attende da decenni una forma di regolamentazione che tolga l’esercizio della prostituzione dalle strade e riconduca il tutto in una forma di legalità.

Tra le ultime idee in materia, in ordine di tempo e non di importanza, c’è la riaperture delle case chiuse eliminate dalla legge Merlin nell’intento di rendere una sorta di dignità alle operatrici/operatori del sesso in precedenza sfruttate/i, aggiungendo ora un ulteriore sfruttatore del loro lavoro, che sarebbe lo Stato!

Penso sia giusto dare una dignità a queste persone che svolgono un mestiere difficile in primo luogo decretando il diritto all’esercizio ove preferiscono (ma ovviamente non al pubblico ludibrio), il diritto a non esser né sfruttate né derise, né esposte alla gogna come in vetrina, ma in un qualsiasi luogo che sia di loro scelta.

Se davvero siamo in Europa, perché non prendere esempio di come la prostituzione viene regolata in Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Grecia, Ungheria? Paesi di diversa estrazione culturale ma che sono giunti alla stessa conclusione: meglio regolamentare che far finta di abolirla favorendo così il degrado delle persone, sia delle operatrici che dei clienti.

Penso sia giusto che abbiano la possibilità di aprire una partita Iva che gli permetta di pagarsi i contributi previdenziali e assistenziali, di poter godere di una assistenza medica, nonché pagare le tasse sul reddito dichiarato come ogni altro lavoratore autonomo. Permanendo per lo Stato il dovere di proteggerle dallo sfruttamento e di tutelarle.

In questo modo avremmo persone serene e più clienti non perseguitati con metodi e leggi maldestre che ogni amministrazione di questo lungo e magnifico paese riesce a inventare!

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