In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1)Produzione di nocciole in calo per meteo e parassiti; 2)Crescono gli occupati in agricoltura, +8% di giovani agricoltori; 3)Confagricoltura, entro 15/10 candidature premio innovazione; 4)L’Etna costa 20 mln di danni all’agricoltura siciliana

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress:

1)Produzione di nocciole in calo per meteo e parassiti: Nonostante un aumento di circa 5 mila ettari dei terreni coltivati a nocciole dal 2018 a oggi, le previsioni di produzione per la campagna 2021-2022 fanno segnare un vistoso calo, con punte del -70% in Lazio e Campania e -80% in Sicilia. A fornire i dati è stata Agrinsieme, intervenuta all’incontro bilaterale sulle nocciole tra i Paesi dell’Unione Europea e la Turchia. Sul calo produttivo hanno pesato i sempre più evidenti effetti del cambiamento climatico, con gelate primaverili, prolungata siccità e temperature superiori alla media stagionale. Incidono anche altri fattori, come i danni dagli attacchi parassitari di cimice asiatica e cimice del nocciolo e quelli causati dalla fauna selvatica alle colture. Da una parte, quindi, il forte calo produttivo, dall’altra l’incremento dei costi di produzione. Per Agrinsieme la situazione sta intaccando in modo preoccupante la redditività delle imprese, anche se la qualità delle nocciole è buona e i prezzi sono in recupero.

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2)Crescono gli occupati in agricoltura, +8% di giovani agricoltori: Balzo del 10,4% delle posizioni lavorative in agricoltura nel secondo trimestre del 2021. A rilevarlo è la Coldiretti sulla base del rapporto Istat, sottolineando che si tratta del miglior risultato tra tutti i settori che in media registrano appena un +1,9%. Per  la Coldiretti si tratta di “un dato che conferma la vitalità del comparto che con quasi 1,8 milioni di posizioni lavorative è stato in grado di offrire anche durante la pandemia Covid opportunità occupazionali, con una domanda di lavoro ora sostenuta con l’arrivo dell’autunno”. Entrano infatti a pieno regime la raccolta di mele, delle pere e la vendemmia mentre sta per avvicinarsi quella delle olive. Secondo l’analisi, in piena pandemia Covid è cresciuto il numero di giovani agricoltori con un incremento dell’8% negli ultimi cinque anni, in netta controtendenza rispetto al dato generale degli imprenditori under 35 che crollano dell’11% nello stesso periodo, dall’industria al commercio fino all’artigianato. Nel periodo della pandemia le aziende condotte da giovani si sono dimostrate anche le più resilienti, con un aumento medio dei redditi del 5,9% nel 2020 rispetto all’anno precedente, mentre quelli delle aziende over 35 sono diminuiti dell’1,3%.

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3)Confagricoltura, entro 15/10 candidature premio innovazione: Ancora pochi giorni a disposizione per presentare le domande di partecipazione all’edizione 2021 del Premio nazionale per l’innovazione organizzato da Confagricoltura. Il termine ultimo per le imprese agricole interessate è il prossimo 15 ottobre. Le candidature saranno valutate e selezionate da una giuria composta da rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico. Il Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura compie tre anni e prosegue lungo la strada intrapresa di valorizzazione delle aziende del settore primario che hanno saputo distinguersi per innovazioni organizzative, di prodotto e di marketing. L’edizione di quest’anno è dedicata ai temi caldi per il settore agricolo e agroalimentare di oggi: transizione ecologica, energetica e digitale e la valorizzazione delle aree rurali collinari e montane. L’innovazione digitale e tecnologica è stata protagonista anche dell’edizione 2020, che si è conclusa con la premiazione di nove imprese.

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4)L’Etna costa 20 mln di danni all’agricoltura siciliana: Oltre 20 milioni di euro di danni nell’ultimo anno per tutte le aziende agricole siciliane che operano nella zona colpita dalla caduta di cenere vulcanica causata dalle eruzioni dell’Etna. Un primo bilancio arriva da Mario Faro, presidente della Consulta Vivaismo di Coldiretti che spiega come “negli ultimi 10 anni, ma in particolar modo negli ultimi due, la caduta di cenere vulcanica è divenuta la normalità. Una volta a settimana infatti, cade sabbia vulcanica in quantità ingenti che deve essere rimossa. A Pagare il prezzo più alto sono i Comuni, i cittadini e le imprese agricole di tutti i settori, sia che lavorino all’aria aperta sia in serra. La cenere vulcanica non rende solo impraticabili le strade ma s’insinua in tutte le produzioni: graffia la frutta come arance, pere, limoni, pesche, uva, macchia le piante dei vivai che restano invendute. Un problema che non riguarda solo coloro che lavorano all’aria aperta ma anche per chi lavora in serra, poiché la cenere ombreggia le serre e ostruisce i canali di scolo. Senza contare i costi di pulizia che sono altissimi.

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