UNA PRODUZIONE AGRICOLA 100% BIOLOGICA E’ POSSIBILE, L’ESEMPIO DEL SIKKIM

Vandana Shiva. Una produzione agricola 100% biologica è possibile. A dimostrarlo è lo Stato Indiano del Sikkim.

Pawan Kumar Chamling, Primo Ministro dello stato indiano del Sikkim, a Roma per ritirare il primo premio dedicato alle migliori politiche globali per l’agroecologia, organizzato dalla FAO e dal World Future Council , ha tenuto alla Camera dei Deputati una conferenza stampa proprio per presentare questo modello, esportabile in tutto il mondo.

Si tratta di un modello agroecologico in grado di dare vita ad un ciclo virtuoso tra agricoltori, ambiente, territorio e comunità e rappresenta la base di un impegno congiunto mirato alla transizione globale verso un’alimentazione e un’agricoltura senza veleni entro il 2050.

“Dal momento in cui fu annunciata la risoluzione, presso l’Assemblea Legislativa, di convertire l’intero stato al biologico abbiamo incontrato diverse resistenze da parte dell’opposizione e dagli stessi agricoltori, ma abbiamo proseguito con determinazione – ha commentato l’assegnazione del prestigioso riconoscimento allo Stato del Sikkim il primo ministro Pawan Kumar Chamling – Siamo lieti che altri vogliano prendere ispirazione dal nostro lavoro, come il Kerala ed altri stati dell’India nord orientale. Per ottenere risultati siamo stati sempre in prima linea con diverse politiche pubbliche, per esempio la gestione dei rifiuti, la protezione delle foreste, dei ghiacciai e del clima, oltre all’educazione. Voi siete curiosi di conoscere la nostra esperienza, ma anche noi abbiamo un grande interesse nel conoscere altre esperienze in questo campo in altre parti del mondo. Un mondo 100% ad agricoltura biologica e’ possibile non c’e’ ragione per cui gli agricoltori, le comunità e le istituzioni non possano continuare ad impegnarsi in questa direzione”.

Accanto a lui, oltre agli esponenti della politica nazionale, anche Vandana Shiva che, con la sua organizzazione, ha contribuito attivamente alla conversione del Sikkim.

“E’ un premio meritatissimo, ma è anche un faro per il futuro. L’unico futuro possibile è creare un mondo libero dalla dipendenza dai combustibili fossili, libero dai veleni e dalla plastica, in cui si produca cibo sano e biodiverso – ha detto in conferenza stampa Vandana Shiva – abbiamo distrutto i nostri suoli, creato le migrazioni forzate dalle terre private, depredate delle risorse di base a causa anche della crisi climatica. Ci troviamo di fronte alla sesta estinzione di massa delle specie viventi, a crisi di siccità e inondazioni in ogni parte del mondo. Inoltre i piccoli agricoltori stanno abbandonando le loro terre, mentre il nostro sistema alimentare sta creando una crisi sanitaria globale. Nonostante ciò ancora vengono proposte false soluzioni con lo stesso paradigma ideologico che ha creato le crisi a cui assistiamo: per esempio la visione di un’agricoltura senza agricoltori, totalmente digitalizzata e controllata dalle grandi aziende dell’agrochimica e i nuovi ogm. E’ una visione senza futuro. Noi, insieme, abbiamo una visione differente, che salvaguardi la biodiversità, i territori, le comunità agricole, le economie locali, la democrazia, attraverso una transizione verso un sistema agroalimentare che rispetti la terra, la naturale evoluzione della biodiversità e la dignità delle persone e delle culture”.

Orientare tutti i sistemi di produzione agricola, i servizi e le infrastrutture all’agricoltura biologica, per vincere la sfida del diritto al cibo e ai cambiamenti climatici, è la sfida che Vandana Shiva lancia alle Regioni italiane, a partire dal Lazio e dall’area metropolitana di Roma.

Il modello biologico del Sikkim ottiene riconoscimenti e attira l’attenzione dei politici italiani come conferma la presenza del presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio On. Filippo Gallinella (M5S): “L’impegno nella salvaguardia dell’ambiente ci riguarda tutti”.

Per l’On. Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura bisogna “coniugare le esigenze della modernità con la sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale. Le economie rurali locali possono avere un forte impatto e cambiare il nostro modo di produrre e ridare all’agricoltura quel ruolo di multifunzionalità che ha sempre avuto. Ad esempio nella responsabilità sociale d’impresa per la sostenibilità sociale, per la dignità del lavoro e delle persone svantaggiate”.

Un’agricoltura sostenibile e biologica è essenziale anche per la sostenibilità ambientale. Presente in sala stampa l’On. Rossella Muroni, capogruppo LeU in Commissione Ambiente: “La sostenibilità della produzione agricola è una delle ricette più urgenti e ineludibili per affrontare la sfida del cambiamento climatico. Contemporaneamente produrre cibo in maniera equa, pulita e giusta è sinonimo di giustizia sociale. L’agricoltura biologica e i BioDistretti, come dimostra l’esperienza del Sikkim, rappresentano il futuro delle produzioni agricole con i territori e le comunità al centro di processi virtuosi che coniughino lavoro e ambiente”.

Anche L’On Sara Cunial (M5S), membro della Commissione Agricoltura ha dichiarato:”Oggi siamo qui con una lezione rivoluzionaria. Non possiamo piu’ perdere tempo e troppi compromessi sono già stati accettati. La comunità ha il diritto, ma soprattutto il dovere di ripartire dai piccoli agricoltori che sono i custodi del territorio, della vita e dei semi”.

 

 

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