Politica

PRODI SI SCHIERA CON IL PD E NEL CENTRODESTRA SCOPPIA IL “CASO” DE GIROLAMO

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Prodi si schiera con il Pd e nel centrodestra scoppia il “caso” De Girolamo. Fa discutere la scelta di Romano Prodi di votare per la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni.

Assist che fa riprendere fiato al Partito Democratico dopo le polemiche sulla composizione delle liste, dalle quali, Prodi, dice di volersi tener fuori.

Una scelta però che fa insorgere gli ex Dem che insieme a Pietro Grasso corrono con il simbolo di Liberi e Uguali: “ora il suo progetto è fare le larghe intese con Berlusconi” – attaccano.

Per l’ex premier, Liberi e Uguali “non è per l’unità del centrosinistra”.

È Renzi – replicano da Leu – ad aver rotto“.

“Dopo il voto si vedrà” – dice Pier Luigi Bersani, annunciando che Liberi e Uguali cercherà di “capire se c’è la possibilità di riaprire la strada di una grande area progressista di una sinistra di governo. Ma Renzi – dice – alla fine andrà con Berlusconi, non giriamoci attorno. Fino ad ora è andato con Berlusconi. Si vede anche da come ha selezionato le candidature”.

L’ex segretario dem spiega poi come Renzi, nelle liste del Pd, abbia azzerato tutti quelli che parlavano di centrosinistra e abbia messo, ad esempio Soldati di Cuffaro e Lobardo in Sicilia, in Lombardia il braccio destro di Formigoni ed in Emilia Casini e Lorenzin.

“Tutta gente – sottolinea Bersani –  che quando parla di centrosinistra pensa di farlo con Berlusconi”.

Il leader del M5S Di Maio vola a Londra per la sua prima ‘uscita’ internazionale da quando la campagna elettorale è entrata nel vivo.
Un viaggio che per molti, ha l’obiettivo di rassicurare gli investitori della City sul fatto che il M5S non è nè estremista nè anti-Ue, ma ha un programma “moderato“.

“Non siamo populisti, abbiamo un programma chiaro e la volontà di andare al governo per cambiare l’Italia – dice Di Maio a Londra – abbiamo ottimi feedback”.

Nel centrodestra, archiviato il dossier liste, Silvio Berlusconi in una nota, rivendica il rinnovamento: 85% di volti nuovi alla Camera e 83% al Senato.

Fa discutere però il “caso” Nunzia De Girolamo che, stando ai suoi racconti, era capolista blindata nel suo collegio di Benevento in Campania e seconda in altri tre collegi.

Ma, all’ultimo, il suo nome sarebbe stato cancellato, rischiando di trovarsi fuori.

Eventualità che FI ha evitato, candidando la parlamentare campana in Emilia Romagna, capolista nel collegio Bologna-Imola.
Salvataggio in extremis che però non è piaciuto alla diretta interessata

“In Campania si è consolidato e non da ora un gruppo che gestisce con metodi clientelari e, direi, camorristici il suo potere. Di tutti loro adesso Silvio Berlusconi deve fare piazza pulita” – afferma Nunzia De Girolamo.

Il partito non esiste – prosegue poi – il partito è solo Silvio Berlusconi. Non c’è un coordinamento. Non c’è una direzione. Non lui ma altri hanno avuto paura che io potessi impugnare le liste dopo quel che è successo”.

Un atto che la De Girolamo non farà. “Sono donna di partito – dice – leale al mio presidente. Non lo farei. Ma pretenderò coi miei avvocati che si vada fino in fondo, che si sappia a chi apparteneva quella manina” che “mi ha cancellato da capolista”.

 

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