Secondo il report Power Transition Trends di Bloomberg, la crescita in futuro sarà ancora più veloce. Ma preoccupa il ritorno in molti stati del carbone

Nel mondo l’energia prodotta grazie a eolico e solare nel 2021 è arrivata a toccare quasi 3mila TWh rappresentando il 10,5% del totale. Una percentuale ancora troppo bassa se si guarda agli obiettivi di abbattimento delle emissioni climalteranti ma che rappresenta un grande risultato in termini di crescita. Soltanto 10 anni fa, infatti, la produzione congiunta tra eolico e solare non arrivava all’1% del totale. E in futuro questa crescita potrà essere ancora più veloce.

A dirlo è il report Power Transition Trends presentato da  Bloomberg che presenta il quadro della produzione energetica mondiale e delle sue fonti. Secondo gli esperti la crescita di fotovoltaico e eolico, più o meno ovunque nel mondo, si deve spiegare non solo e non tanto con i sussidi che diversi Paesi stanno assegnando a chi passa alla produzione di energia rinnovabile, quanto al fatto che, calcolatrice alla mano, investire sulle rinnovabili produce più utili.

Nonostante questo, però, a farla da padrona è ancora la produzione con combustibili fossili. Ma il vero problema è un altro: nonostante le necessità dettate dalla crisi climatica, alcuni Paesi stanno continuando a investire sulla produzione di energia a carbone, il più impattante di tutti i combustibili.

Nel 2021, la produzione di energia da centrali a carbone è cresciuta dell’8,5% rispetto all’anno precedente con Cina, India e Stati Uniti che da soli hanno rappresentato il 72% delle nuove produzioni a carbone.

E questo prima dello scoppio della guerra in Ucraina e delle tensioni sul gas tra Russia e occidente che ha spinto tanti stati europei nel 2022 a riaprire o intensificare la produzione energetica a carbone. Insomma, quel numero è destinato ancora a crescere.

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