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POMODORO, ARRIVA L’ETICHETTA PER TUTELARE QUELLO MADE IN ITALY

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Pomodoro.  È entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei derivati del pomodoro. I cittadini avranno finalmente la possibilità di scegliere con la massima trasparenza ciò che mangiano.

 

Un passo determinante per tutelare un patrimonio di oltre 5 miliardi di chili di pummarola italiana, una componente fondamentale della dieta mediterranea”, ha sottolineato la Coldiretti.  Per estendere l’etichetta obbligatoria di origine a tutti i prodotti a base di pomodoro (conserve, salse, concentrato e sughi) sono stati necessari più di dieci anni, a partire dal primo gennaio 2008, quando entrò in vigore l’obbligo di etichettatura di origine per la sola passata di pomodoro.

Dopo l’obbligo di indicazione sull’etichetta dell’origine della materia prima per pasta e riso, un altro risultato importante per porre fine alle truffe dei prodotti importati e spacciati per nazionali: https://www.teleambiente.it/pasta-riso-obbligo-origine-grano-etichetta/

Il settore riguarda 72 mila ettari coltivati a pomodoro da 8mila imprenditori agricoli italiani e destinati a 120 industrie di trasformazione, dove trovano lavoro 10mila persone.

Il decreto, ricorda la Coldiretti, prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il Paese di coltivazione e di trasformazione. Se le fasi avvengono nel territorio di più Paesi, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue.

Anche i produttori di conserve hanno espresso la loro soddisfazione dopo questo traguardo raggiunto: “Confidiamo che questo decreto possa porre un argine alle speculazioni sterili e strumentali che la nostra industria ha subito e continua a subire e garantire al consumatore la massima trasparenza, pur nella consapevolezza che sarà necessaria un’omogeneizzazione tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria per evitare che la norma abbia un’efficacia limitata soltanto al territorio italiano, come già avviene per la passata di pomodoro”, Giovanni De Angelis, direttore generale di ANICAV, l’associazione che riunisce gli industriali delle conserve

Il Decreto si applicherà in via sperimentale fino al 2020 e perderà efficacia in caso di adozione, da parte della Commissione Europea, di provvedimenti esecutivi  sui quali  a gennaio ha aperto la procedura di consultazione pubblica, avviando di fatto l’iter per l’emanazione dei regolamenti esecutivi.  “Auspichiamo, pertanto, una rapida adozione di tali provvedimenti, al fine di evitare la sovrapposizione di norme che potrebbe creare problemi alle nostre aziende”, ha continuato Giovanni De Angelis.

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