Il caso emerso dalle indagini dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf).

Erano riusciti a ottenere 850mila euro di fondi agricoli dell’Unione europea, per la produzione di pomodori. Ora, però, nove persone, tra cui cinque cittadini italiani, andranno a processo in Romania per truffa. Il caso è emerso dalle indagini dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), che hanno scoperto pratiche fraudolente tra cui la presentazione di documenti falsi, la creazione di società di copertura e false dichiarazioni fondiarie. Decisivo anche il lavoro della Direzione nazionale anticorruzione della Romania e della Procura di Enna.

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I nove imputati, cinque italiani e quattro persone giuridiche romene, saranno processati con l’accusa di aver formato una banda per ottenere illegalmente i fondi agricoli Ue in Romania. “Accolgo con grande favore questo sviluppo che segue l’eccellente lavoro degli investigatori. La nostra missione è quella di garantire che i finanziamenti Ue raggiungano i destinatari previsti in modo che possano andare a beneficio della società. È una semplice questione di equità” – ha spiegato il finlandese Ville Itälä, direttore generale Olaf – “Costruire ponti e condividere conoscenze è alla base del lavoro che facciamo qui e porta a risultati positivi, come possiamo vedere.

 

L’importo ottenuto dal sodalizio in Romania rappresenta un quarto dell’intero contributo Ue alle aziende agricole per la Romania nell’anno 2017. L’Olaf aveva chiuso l’indagine nell’ottobre 2020, raccomandando di recuperare l’intero importo alle autorità giudiziarie romene e italiane, oltre che alla direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale della Commissione europea.

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