Polveri sottili nella metropolitana, anche Londra lancia l’allarme

La capitale inglese lancia un’indagine sulle sostanze rilevate nella metropolitana londinese considerate “possibilmente dannose” per i tantissimi pendolari della città.

Studi recenti hanno trovato alti livelli di inquinanti aerei in tutto il circuito metropolitano, principalmente particelle di ferro provenienti dalla frizione tra freni e rotaie, considerate collegate a malattie polmonari.

Presente anche piccole quantità di quarzo, causa di possibili problemi al fegato e ai polmoni, e che spesso si lega a particelle organiche che, se inalate, portano a reazioni allergiche o attacchi di asma. Rilevate anche tracce di cromio, manganese e rame

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Secondo uno studio del 2016, la linea Bakerloo ha i più alti livelli di polveri sottili – particelle che sono abbastanza piccole per penetrare nei polmoni e finire nel flusso sanguigno.  L’ inquinamento nel Tube (la metro londinese) è considerato peggiore di quello di altri sistemi di trasporto simili attorno al mondo a causa dell’ età di tutta la rete e dei tunnel poco ventilati e con pochi accessi all’esterno.

Uno studio del Comitato degli Effetti Medici degli Inquinanti, advisor del governo inglese sulla qualità dell’aria, ha riferito che è “molto possibile ” che le polveri all’interno del Tube possano causare rischi per la salute, consigliando azioni urgenti per ridurre la concentrazione di polveri nei tunnel. I ricercatori hanno trovato che la quantità di inquinamento nelle stazioni della metropolitana è 30 volte superiore rispetto a una strada ad alto traffico.

Uno studio del 2014 dell’ Università di Southampton sottolineava il “rischio significativo delle emissioni non proveniente da scarichi, come le particelle ricche di metallo che si staccano dal manto stradale, dalle ruote e dai freni”

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Una nota di presentazione della prossima indagine, che partirà giovedì e sarà guidata dal Comitato per l’Ambiente londinese, spiega che nei tunnel chiusi e nelle stazioni le polveri “non si disperdono” e che anche se l’esposizione in quei luoghi è limitata nel tempo è “comunque significativa”.

“Per un utente che spende mezz’ora nella metro due volte al giorno, cinque volte a settimana, 48 settimane l’anno, la media per tutto l’anno di polveri sottili è di 26 microgrammi per metro cubo, la stessa con cui si viene a contatto vivendo un anno intero vicino a una strada trafficata”, spiega il documento.

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L’inchiesta si occuperà di valutare dove poter installare tunnel di ventilazione per ridurre le particelle presenti nell’aria, oppure seguire l’esempio della metropolitana di Barcellona con l’inserimento di precipitatori elettrostatici che usano l’elettricità per raccogliere le particelle.

Caroline Russell, il capo del Comitato per l’ Ambiente, ha dichiarato: “Milioni di londinesi usano il Tube ogni giorno ma ancora non conosciamo il livello di inquinamento dell’aria che respirano. Noi ci impegniamo a studiare il livello delle polveri sottili nella metropolitana, così come l’effetto di queste polveri sul nostro organismo”.

Il dr Penny Woods, capo della Fondazione Inglese per la Cura Polmonare ha detto: “Siamo favorevoli a questa inchiesta sull’inquinamento dentro la metropolitana e sui danni che causa ogni giorno ai cittadini. Ma dobbiamo anche ricordare che la Metro è una risorsa fondamentale per Londra nel suo essere un’alternativa fondamentale alle auto private. Per questo va fatto di tutto per rendere il Tube un mezzo il più sicuro, affidabile e sano possibile”

Londra non è l’unica città in cui sta montando il caso dell’inquinamento all’interno delle metropolitane. I dipendenti delle Metro di Roma denunciano questo problema da anni e proprio recentemente hanno indetto uno  sciopero per “denunciare la presenza di polveri sottili all’interno dei tunnel e delle fermate della metropolitana di Roma”.

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