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POLONIA, APPROVATA LEGGE SUI LAGER. L’ITALIA LANCIA LA PETIZIONE “MAI PIÙ FASCISMI” (VIDEO)

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Polonia legge lager. Da pochi giorni il mondo intero ha ricordato la “giornata della memoria”.  In quell’occasione  le parole olocausto o meglio shoa sono passate di persona in persona generando tristezza. Non dobbiamo mai  dimenticare le atrocità messe in campo nella seconda guerra mondiale anche se le immagini dei centri di concentramento sono ben chiare a molti ma non a tutti .

E proprio per fare chiarezza la Polonia ha approvato una legge per punire chi dichiara i centri di concentramento situati in Polonia come “Polacchi”, scatenando però una dura risposta da parte di Israele tramite il suo primo ministro, Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato: “ Il mio paese non avrà nessuna tolleranza per la distorsione della verità, l’alterazione della storia o il diniego dell’Olocausto”. Il Parlamento israeliano sta discutendo a sua volta una legge che, tra le altre cose, garantirebbe protezione legale ai cittadini israeliani che in futuro potrebbero finire accusati in base alla nuova legge polacca (per esempio, se si trovassero in visita in un ex campo di concentramento e lo definissero “polacco”).

In Italia, invece, un folto gruppo di associazioni, partiti, sindacati e movimenti democratici nazionali, tra cui la Cgil,  hanno deciso di lanciare la petizione on-line, Mai più fascismi. La campagna nasce dalla preoccupazione del moltiplicarsi, nel nostro Paese, di organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti nella realtà sociale e sul web, sui quali diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio, del razzismo e della xenofobia.

L’esperienza della Resistenza insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità, con la fermezza.  I promotori dell’appello Mai più fascismi chiedono alle Istituzioni e ai cittadini responsabilità e fedeltà alle radici e alle ragioni della convivenza civile: il fascismo è un crimine e non deve ripetersi più.

Il testo dell’appello:

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane. Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.

Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.

Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.

Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

Hanno annunciato la loro presenza rappresentanti di tutte le organizzazioni promotrici dell’Appello: Acli, Aned, Anpi, Anppia, Arci, Ars, Articolo 21, Cgil, Cisl, Comitati Dossetti, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Fiap, Fivl, Istituto Alcide Cervi, L’altra Europa Con Tsipras, Libera, Liberi e Uguali, Libertà e Giustizia, Pci, Pd, Prc, Uil, Uisp

Per firmare l’appello  arrivato ad oltre le 30000 sottoscrittori cliccate qui:

https://www.change.org/p/istituzioni-democratiche-mai-pi%C3%B9-fascismi-appello-nazionale

 

 

 

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