Politica

Dalla prescrizione alla legge elettorale, la settimana politica in Parlamento

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Politica. Terminata la pausa per le festività natalizie, il Parlamento riapre le sue porte.

La Camera dei Deputati riprende a lavorare dagli ultimi decreti approvati dal Consiglio dei ministri: all’ordine del giorno, il provvedimento per salvare la Banca Popolare di Bari inserito nel Milleproroghe, licenziato dal Cdm con la formula ‘salvo intese’ e ancora oggetto di confronto tra le forze di maggioranza, soprattutto per le norme relative alle concessioni autostradali, con l’insistenza del Movimento 5 stelle a procedere con la revoca ai Benetton.

All’esame di Camera e Senato anche il decreto Alitalia e il decreto Taranto.

In programma per il 7 gennaio, un nuovo vertice di maggioranza sulla Legge Elettorale.

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Prima di Natale infatti, il Governo giallorosso aveva svolto un giro di incontri con le opposizioni, fissando un timing per l’avvio dell’iter della riforma alla Camera: secondo gli accordi intervenuti intorno ai primi giorni di gennaio dovrebbe essere messa nero su bianco la proposta di legge con il nuovo modello di sistema di voto prescelto.

Al momento però, non è ancora stata programmata la riunione di maggioranza definitiva.

Non cambiano idea i renziani che confermano il loro ‘no’ al modello simil spagnolo, così come Leu conferma la sua contrarietà alla soglia di sbarramento nazionale al 5%.

Da segnare in agenda anche l’esame da parte della Consulta della proposta di referendum sulla Legge Elettorale avanzata da 8 Regioni.

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Un passaggio cruciale sarà la verifica di governo.

Anche se l’incontro non è ancora stato fissato, tra le forze politiche che sostengono il Conte II è già iniziato il confronto interno.

Nonostante il faccia a faccia a palazzo Chigi tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, è stato definito “positivo e costruttivo” e ha gettato le basi per un “confronto sul percorso da avviare per definire i prossimi obiettivi di governo”, a preoccupare è la tenuta stessa della maggioranza.

Le nuove fuoriuscite dai 5 stelle hanno assottigliato i numeri dei giallorossi al Senato, e si prevedono altri addii se non nuove espulsioni.

Sempre per il 7 gennaio è fissato un vertice di maggioranza sulla prescrizione – la cui riforma è entrata in vigore a inizio anno – e la durata dei processi.

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Terreno scivoloso per la maggioranza, con Pd e Iv pronti a dare battaglia.

Intanto, prosegue in commissione Giustizia della Camera l’iter della proposta di Forza Italia che mira ad abolire proprio la riforma Bonafede sulla prescrizione: sul testo dell’azzurro Costa potrebbero convergere i voti dei renziani.

Altro importante nodo da sciogliere è quello della Nave Gregoretti.

Il 9 gennaio prossimo la Giunta per le Immunità del Senato si riunirà per esaminare la memoria depositata da Matteo Salvini, sul quale incombe la richiesta a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri di Catania.

La difesa del leader leghista verte sul coinvolgimento di tutto il governo, e del premier Conte in particolare, nella decisione di non consentire lo sbarco, lo scorso luglio, di 131 migranti.

Determinanti, i tre senatori di Italia Viva: se Salvini dovesse insistere sulle analogie tra il caso Diciotti e il caso Gregoretti, i renziani, per coerenza, dovrebbero votare a favore dell’autorizzazione a procedere.

Su tutto, fa da sfondo e “preoccupa” il governo la tensione crescente in Medio Oriente, dopo l’uccisione del generale Soleimani.

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