Il “buco” nel ghiaccio è un fenomeno che si ripresenta da anni ma a preoccupare è la sua crescita

Al sud dell’equatore è estate e lo stesso vale per il Polo Sud dove le temperature in questo periodo sono le più calde dell’anno. E dunque non c’è da stupirsi se lo strato di ghiaccio che circonda il circolo polare antartico è meno importante di quanto accade in pieno inverno.

Non c’è da preoccuparsi nemmeno per l’esistenza della Polinia, cioè un “buco” nei ghiacciai formatosi a causa dei flussi marini che tendono a far risalire l’acqua calda in superficie, favorendo quindi la fusione dello strato di ghiaccio superficiale.

Ciò che preoccupa, invece, è che la Polinia nel Mare di Weddell, osservata già a partire dagli anni 70, si ingrossa di anno in anno. La “voragine” di quest’anno – a pochi giorni dalla fine dell’estate antartica – ha superato il livello di 80mila chilometri quadrati di superficie. Poco meno dell’intero Portogallo.

Un lago in mezzo al ghiaccio che dunque continua a diventare sempre più ampio. A preoccupare gli scienziati è soprattutto il fatto che, sebbene questo tipo di scioglimento della banchisa antartica non ha conseguenze dirette sul livello del mare, esso crea un’instabilità nel banco di ghiaccio che a sua volta potrebbe innescare una serie di eventi a catena.

Il video in time lapse mostra la devastazione delle inondazioni in Australia

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