Plastica e rifiuti continuano a fare vittime. Trovata morta una tartaruga nel Cilento

Plastica. Un cavalluccio marino intrappolato dai rifiuti nel Mar Piccolo di Taranto e una tartaruga marina ritrovata morta a Marina di Camerota, nel Cilento. Continuano le vittime a causa della presenza di plastica nei nostri mari, oggi tra le principali emergenze ambientali a  livello globale.

Il fondale del Mar Piccolo di Taranto è uno dei mari più inquinati d’Italia, pieno di retine di cozze ma anche vasi, recipienti in plastica e bottiglie di vetro. Durante un’immersione, l’avvocato brindisino Alessandro Caiulo, si è trovato di un fronte ad un cavalluccio marino incastrato in una di queste retine e a pesci che hanno fatto la propria tane nei boccali di vetro.

Cavalluccio marino incastrato in una retina di plastica nel Mar Piccolo di Taranto

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Qualche giorno fa è stata ritrovata  la carcassa di un cetaceo lungo circa dieci metri vicino alla riva a Ponza, nella zona di Cala Feola e non si esclude che il grande mammifero possa essere rimasto vittima della plastica.

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Altro caso quello della tartaruga marina morta a Marina di Camerota, nel Cilento: i ricercatori hanno trovato nel suo stomaco  plastica, scambiata per calamari e meduse.  La vittima è un maschio adulto di Caretta caretta, una delle specie simbolo del mare della Campania. Secondo l’esito dell’autopsia eseguita dal team dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in collaborazione con l’Anton Dohrn, sono stati trovati 7 dischetti di plastica,  quelli fuoriusciti a marzo in seguito al cedimento di una vasca dell’impianto di depurazione della foce del Sele. Un caso che fece discutere e su cui la Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta. Quei filtri invasero i litorali del Tirreno, da Ischia alle Baleari, dalla Toscana alla Francia, e a distanza di 11 mesi le conseguenze di quel disastro ambientale diventano ancora più chiare. “Quella di Camerota  è, dopo 2 casi analoghi in Francia, la terza tartaruga ad aver ingerito i dischetti. Con i volontari ne abbiamo raccolti oltre 160 mila, ma ce sono ancora milioni in giro, trascinati dalle correnti “, denuncia Eleonora de Sabata, manager del progetto “Clean Sea Life“.

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Nel suo stomaco  c’era tanta plastica, un bicchierino di caffè, una confezione di M&M’s e un’etichetta in arabo.  Per la Caretta caretta di Camerota, uno dei luoghi del Cilento dove d’estate le tartarughe risalgono per nidificare, non c’è stato scampo.

Il marine litter, l’inquinamento da micro e macro plastiche, continua ad essere la principale minaccia per i mari di tutto il mondo.

Alcuni Comuni virtuosi da Pollica al Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, hanno avviato azioni volte a scegliere di non usare plastica, rifiutare le cannucce al bar, scegliere le eco ricariche, i piatti in ceramica, i bicchieri di vetro e se non è possibile la carta.  Le nostre azioni possono davvero cambiare le cose e proteggere il nostro ecosistema.

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