AttualitàRifiuti

Plastica, dal 3 luglio i prodotti monouso messi al bando. Ecco quali sono

Condividi

Plastica, la Commissione Europea ha pubblicato un manuale sui prodotti da vietare o limitare a partire da luglio. Ecco la lista dei prodotti in plastica più inquinanti che l’Ue mette al bando a partire da oggi, 3 luglio.

Da oggi 3 luglio gli stati membri dell’Unione Europea dovranno limitare o vietare la messa in commercio dei prodotti in plastica non riciclabili e più inquinanti. La Commissione Ue ha chiesto ai singoli paesi membri di applicare la direttiva stabilita dalle norme comunitarie nel 2019, con la messa al bando dei prodotti in plastica monouso più inquinanti, per cui esistono alternative economicamente accessibili e più ecosostenibili.

Per il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, “è una direttiva assurda, per la quale va bene solo la plastica che si ricicla. Questo a noi non può andar bene“.

“L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile – ha spiegato il ministro – tutte le altre, anche se sono biodegradabili o sono additivate di qualcosa, non vanno bene”.

“Ma nello stesso tempo – ha detto ancora Cingolani – la Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili. Anche a livello continentale ci sono segnali contrastanti, che vanno chiariti. La nostra comunità scientifica ha una leadership a livello mondiale sullo sviluppo di materiali biodegradabili, ma in questo momento non sono utilizzabili dall’industria, perché c’è una direttiva europea nuova e assurda”.

Ecco quali sono i prodotti da vietare o limitare, elencati negli orientamenti della Commissione Europea.

  1. Bastoncini cotonati (cotton-fioc)
  2. Piatti e posate monouso
  3. Cannucce
  4. Mescolatori per bevande
  5. Aste per palloncini
  6. Tazze e contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso
  7. Prodotti in plastica oxo-degradabile

Oltre alla messa al bando dei prodotti di plastica più dannosi per l’ambiente, gli orientamenti della Commissione Europea (qui il documento completo) prevedono anche misure diverse come obblighi di etichettatura, regimi di responsabilità estesa del produttore (secondo il principio “chi inquina paga”), campagne di sensibilizzazione e specifiche di progettazione per limitare l’utilizzo, ridurre il consumo ed evitare la dispersione nell’ambiente. I prodotti interessati da queste misure alternative sono:

  1. Attrezzi da pesca
  2. Sacchetti di plastica monouso
  3. Bottiglie di plastica
  4. Contenitori per bevande e alimenti per il consumo immediato
  5. Pacchetti e involucri
  6. Filtri per tabacco
  7. Articoli sanitari
  8. Salviettine umidificate

Plastica, parte in Europa l’obbligo di taglio a consumi di bicchieri e tazze monouso

Le nuove misure dell’Unione Europea mirano a contrastare l’impatto ambientale della plastica, specialmente per quanto riguarda l’inquinamento marino. La Commissione Ue ha annunciato l’introduzione di sistemi di monitoraggio costante per far sì che le nuove norme vengano applicate in modo corretto e uniforme in tutti i paesi membri. Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione per il Green Deal, ha spiegato: “Dobbiamo proteggere la salute delle persone e del pianeta, queste norme stimolano il business sostenibile ed un’economia circolare in cui il riutilizzo prevale sul monouso. Il Green Deal europeo mira a proteggere e ripristinare il nostro ambiente naturale, stimolando le imprese a innovare”.

Cozza Plastic Free, in Campania calato il primo retino biodegradabile

In Italia, tuttavia, l’applicazione delle direttive europee potrebbe stentare. Le aziende produttrici da tempo denunciano che le misure europee contro l’utilizzo di plastica monouso potrebbero assestare un duro colpo alla filiera. A dare manforte alle aziende è intervenuta a gamba tesa la Lega, che ha attaccato Paolo Gentiloni. Secondo il Carroccio, il commissario europeo per l’economia non avrebbe contrastato gli orientamenti della Commissione Ue e Matteo Salvini ha già contattato le imprese produttrici di plastica e i rappresentanti di Confindustria. Accuse respinte al mittente da Andrea Romano, deputato del Pd: “Salvini dovrebbe essere irritato solo con sé stesso, era vicepresidente del Consiglio quando fu varata la direttiva. Ed è grazie a Ursula von der Leyen se l’Italia ha ottenuto modifiche utili”.

(Visited 181 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago