InquinamentoRifiuti

E’ l’odore della plastica a trarre in inganno le tartarughe

Condividi

Plastica. Quante notizie di tartarughe intrappolate in anelli di plastica o che hanno perso la vita perché hanno ingerito materiale plastico abbiamo letto?

Tante, forse troppe ma c’è una novità.

Si pensava che le tartarughe fossero attratte dalle plastiche perché le scambiavano per prede, ad esempio delle meduse.

A trarle in inganno invece, spiegano gli esperti, è il loro olfatto.

Questa importante novità è contenuta nella studio pubblicato sulla rivista Current Biology dal gruppo dell’Università della Florida a Gainesville, cordinato da Joseph Pfaller e dell’Università di Stanford, coordinato da Matt Savoca, che ci dice come la plastica dispersa negli oceani esercita un’attrazione irresistibile per le tartarughe per il suo odore.

Oceani, rifiuti di plastica triplicati nei prossimi 20 anni. Lo studio

Rivestita com’è di alghe e microrganismi, infatti, la plastica viene scambiata per cibo.

“Le tartarughe marine rispondono agli odori della plastica allo stesso modo in cui reagiscono a quelli del cibo” – ha spiegato Pfaller.

I ricercatori hanno analizzato il comportamento di 15 tartarughe marine immerse in piccole vasche, in risposta agli odori di una serie di sostanze, dalle plastiche ai cibi come gamberetti o piccoli pesci. E’ emerso così che gli animali mettevano la testa fuori dall’acqua per annusare anche le sostanze plastiche.

Plastica, una nuova piattaforma misura gli effetti delle microparticelle sullo sviluppo dei bambini

“Le nostre osservazioni suggeriscono che non è l’aspetto dei detriti di plastica degli oceani ad attirare le tartarughe, ma il loro odore, che rappresenta una trappola olfattiva”.

Il prossimo passo, conclude l’esperto, sarà capire la natura chimica delle sostanze contenute nella plastica, dalle quali le tartarughe sono così attratte.

 

 

 

Photo by Jeremy Bishop from Pexels

(Visited 47 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago