Rifiuti

Plastica, petizione di una bimba di 9 anni del Regno Unito ottiene 70mila firme in meno di una settimana

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La petizione lanciata da una bimba di nove anni per chiedere al governo britannico di fermare le spedizioni di rifiuti di plastica dal Regno Unito verso i paesi in via di sviluppo ha ottenuto oltre 70.000 firme in meno di una settimana.

Fermare il Regno Unito dall’esportare i rifiuti di plastica nei paesi più poveri. Lizzie A*, una bimba di nove anni, dopo aver studiato come le microplastiche danneggiano gli oceani, ha deciso di lanciare una petizione su chang.org  chiedendo a Boris Johnson di interrompere le spedizioni di rifiuti di plastica verso i paesi in via di sviluppo.

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La petizione ha ricevuto più di 70.000 firme in meno di una settimana. La giovane studentessa ha detto di aver avviato la petizione perché inviare i rifiuti di plastica indifferenziati della Gran Bretagna alle nazioni più povere è “ingiusto” e sbagliato. La bimba ha iniziato la sua battaglia la scorsa settimana dopo che sua madre, Esther, le ha mostrato un pezzo della serie Guardian’s Seascape, rivelandole che il Regno Unito continuerà a spedire rifiuti di plastica nei paesi in via di sviluppo nonostante il divieto dell’UE.

Lizzie, che vuole diventare una biologa marina, ha dichiarato: “A scuola, abbiamo imparato come la plastica danneggia l’ambiente e cosa le accade nel corso di molti anni. Si scompone in microplastiche che danneggiano la vita marina. Sono appassionata dell’oceano e sono rimasta sconvolta dal modo in cui la plastica finisce nei mari a causa delle esportazioni”.

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I rifiuti che non possono essere riciclati di solito finiscono per essere bruciati o scaricati illegalmente in discariche o corsi d’acqua, da dove trovano la loro strada nell’oceano. La bambina è rimasta particolarmente turbata dopo aver appreso che la pratica in uso di smaltimento dei rifiuti continuerà, seppur con nuove normative, nonostante un manifesto del partito Tory (partito conservatore) prometta di fermare la spedizione di rifiuti di plastica indifferenziati ai paesi non OCSE.

“Sono rimasta molto sorpresa di come Boris Johnson non abbia mantenuto la promessa che aveva fatto”, ha detto la bambina. “Siamo davvero pigri nel non occuparci della nostra plastica. Sono 300 tonnellate ogni giorno che inviamo a comunità che non possono gestirlo, lo bruciano e gran parte del fumo si alza nell’aria e questo può danneggiare le persone”.

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Un portavoce di Change.org, la piattaforma su cui è stata registrata la petizione, ha affermato che il successo di Lizzie è stato davvero incredibile: “Abbiamo visto diverse petizioni crescere velocemente, specie relative al coronavirus, ma vedere crescere così una sull’inquinamento da plastica è un segnale chiaro e reale che le persone si preoccupano di questo problema”, ha affermato il rappresentante di Change.org. Chissà che la tenacia della bambina non porti Boris Johnson ad onorare il prima possibile le sue promesse.

 Di Sara Fracassi

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