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Plastica monouso, dal 3 luglio scatta la messa al bando dell’Ue. Ma l’Italia continua a produrre troppi rifiuti

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Plastica monouso, dal 3 luglio scatta la messa al bando dei prodotti nell’Ue. L’Italia, però, continua a produrre troppi rifiuti.

Verso l’addio ai prodotti in plastica monouso: dal 3 luglio entra infatti in vigore la direttiva europea Single Use Plastic (Sup), che vieterà oggetti di consumo come cannucce, piatti, posate, bastoncini dei cotton-fioc, bastoncini per palloncini, contenitori in polistirolo per alimenti e bevande. Da sabato prossimo questi prodotti potranno essere venduti solo per esaurire le scorte, poi saranno del tutto vietati.

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L’Italia, che continua a produrre ingenti quantitativi di rifiuti in plastica, sta cercando di risolvere il contenzioso con la Commissione europea. Il governo, insieme a Confindustria, contestano due aspetti delle linee-guida sulla direttiva europea: l’inserimento, tra i prodotti vietati, di quelli in plastica compostabile e di quelli con contenuti di polimeri inferiori al 10%, come la carta plastificata. Dal punto di vista economico, l’Italia rappresenta una vera e propria potenza nel settore di produzione proprio di plastica compostabile e carta plastificata.

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Proprio per questo, Frans Timmermans ha parlato con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, rassicurando l’Italia. Il vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per il Clima e per il Green Deal ha infatti garantito che la carta plastificata sarà esclusa dai prodotti vietati già prima del 3 luglio e che la plastica compostabile potrebbe essere rimossa dalla lista dei prodotti vietati nella prossima revisione delle linee-guida.

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I dati, però, non mentono: anche a causa della pandemia e dell’utilizzo di guanti e mascherine, l’Italia ha consumato dal 250 al 300% di plastica in più e i rifiuti vengono sempre più spesso dispersi nell’ambiente. Lo sottolinea Antonio Ragusa, direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma, autore del libro “Nati con la camicia… di plastica” (Aboca Edizioni, giugno 2021). “La plastica non è cattiva, è uno strumento neutro e può anche salvare vite. Ma la quantità prodotta nell’ultimo secolo, in tutto il mondo, è cresciuta vertiginosamente, dai due milioni di tonnellate agli attuali 368 milioni” – spiega il dottor Ragusa – “In media assumiamo con gli alimenti 50.000 particelle di microplastica all’anno e ne respiriamo altrettante, occorre pensare in grande e cercare l’effetto veduta d’insieme“.

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