Rifiuti

Plastica, il Kenya potrebbe diventare una discarica per i rifiuti provenienti dagli Stati Uniti

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“Il Kenya non ha assolutamente alcuna capacità di riciclaggio, per non parlare della capacità di stoccaggio di milioni di tonnellate di rifiuti, e solo il 7% di questi rifiuti può essere riciclato. Il resto finirà nelle discariche”. Greenpeace si oppone per dire NO al patto sulla plastica tra Kenya e Stati Uniti. 

Nonostante gli avvertimenti delle ONG ambientali, il Kenya potrebbe diventare una discarica per i rifiuti di plastica provenienti dagli Stati Uniti. I due Paesi stanno infatti discutendo un accordo commerciale che se approvato porterebbe in Kenya 500 milioni di tonnellate di plastica americana, ufficialmente da riciclare. L’intesa – riferisce il portale di informazione Afrik 21 – è sponsorizzata dalle più grande aziende petrolchimiche statunitensi, tra le quali ExxonMobil e Dow Chemical, che hanno fatto pressioni su Nairobi per prendere in considerazioni questa soluzione.

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Greenpeace Africa ha appena lanciato una petizione su Internet con l’obiettivo di mobilitare 22mila firme per dire no al “patto sulla plastica”. “Non tirarti indietro con la plastica. Agisci ora e dì al governo keniota di proteggere il progresso dell’Africa dall’inquinamento da plastica “, si legge all’inizio della petizione, che ha raggiunto 1.796 firme già al 30 settembre 2020.

“Il Kenya non ha assolutamente alcuna capacità di riciclaggio, per non parlare della capacità di stoccaggio di milioni di tonnellate di rifiuti, e solo il 7% di questi rifiuti può essere riciclato. Il resto finirà nelle discariche. Questa è un’enorme minaccia per la vita marina, i fiumi, il suolo, per non parlare dei fumi tossici che verranno rilasciati “, afferma Frederick Njehu, capo di Greenpeace Africa a Nairobi.

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I negoziati tra Kenya e Stati Uniti sono ancora in fase preliminare. Entreranno nella loro fase decisiva a dicembre. E l’entusiasmo del governo keniota per questi nuovi accordi è un altro motivo di preoccupazione per le ONG ambientali. Il Paese vede in questi accordi un modo per rilanciare la propria economia che sta attraversando un momento di difficoltà a causa della crisi Covid-19 e spera nella creazione di migliaia di posti di lavoro nel settore del riciclo e nel libero accesso al mercato statunitense dei prodotti kenioti.

 

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