L’allarme arriva da uno studio svolto da un team di ricercatori internazionali.

L’umanità ha superato il confine planetario relativo agli inquinanti ambientali, compresa la plastica“. Una drammatica conferma che arriva da uno studio, svolto da un team di ricercatori internazionali e pubblicato su Environmental Science and Technology. L’inquinamento della Terra, causato da composti chimici e altri inquinanti ambientali come la plastica, ha superato ormai la soglia di sicurezza planetaria. E la situazione è destinata a peggiorare.

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Dal 1950 a oggi, la produzione di sostanze chimiche è aumentata di 50 volte. Si prevede che triplicherà ancora entro il 2050” – ha spiegato Patricia Villarubia-Gómez dello Stockholm Resilience Centre, una delle autrici dello studio – “Il ritmo con cui le società stanno producendo e rilasciando nuove sostanze chimiche e altre nuove entità nell’ambiente non è coerente con il rimanere all’interno di uno spazio operativo sicuro per l’umanità“.

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Come se non bastasse, lo studio fa notare che la sola produzione di plastica, tra il 2000 e il 2015, è aumentata del 79%. Sul mercato globale, poi, esistono circa 350mila diversi tipi di prodotti chimici di sintesi, che includono plastica, pesticidi, prodotti chimici industriali, prodotti chimici nei prodotti di consumo, antibiotici e altri prodotti farmaceutici. “Tutte sostanze completamente nuove, create con attività umane con effetti in gran parte sconosciuti sul sistema Terra. Volumi significativi di queste nuove entità entrano nell’ambiente ogni anno“, rileva lo Stockholm Resilience Centre.

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Il tasso di comparsa di questi inquinanti nell’ambiente supera di gran lunga la capacità dei governi di valutare i rischi globali e regionali, per non parlare di controllare eventuali problemi potenziali“, spiega Bethanie Carney Almroth dell’Università di Göteborg, un’altra autrice dello studio. Sono diversi i ‘confini planetari’ già identificati in merito alle sostanze inquinanti, ora ne viene quantificato uno inedito su sostanze chimiche e plastica.

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Ci sono molti modi in cui le sostanze chimiche e la plastica hanno effetti negativi sulla salute del pianeta, dall’estrazione, al fracking e alla trivellazione per l’estrazione di materie prime, alla produzione e alla gestione dei rifiuti” – spiegano i ricercatori – “Alcuni di questi inquinanti possono essere trovati a livello globale, dall’Artico all’Antartide, e possono essere estremamente persistenti. Abbiamo prove schiaccianti di impatti negativi sui sistemi terrestri, inclusi la biodiversità e i cicli biogeochimici“.

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Dai ricercatori arriva anche un monito: “Le materie plastiche contengono oltre 10mila sostanze chimiche, il loro degrado ambientale può creare nuove combinazioni di materiali e rischi ambientali senza precedenti. Il rilascio di inquinamento da plastica è destinato ad aumentare con l’aumento della produzione, la salute del sistema Terra è a rischio e servono azioni concrete. Dobbiamo lavorare per implementare un limite fisso alla produzione e al rilascio di sostanze chimiche“.

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Un’altra ricercatrice dello Stockholm Resilience Centre, Sarah Cornell, offre anche uno spunto per una possibile soluzione: “Passare ad una economia circolare è davvero importante. Dobbiamo cambiare materiali e prodotti in modo da poterli riutilizzare senza sprecarli, ma anche progettare sostanze chimiche e prodotti per il riciclaggio. Serve anche uno screening migliore delle sostanze chimiche per verificarne la sicurezza e la sostenibilità lungo l’intero percorso di impatto nel sistema Terra“.

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