Riciclo e RiusoRifiuti

Fater, circolarità come driver fondamentale. Ridotto del 17% l’uso della plastica vergine

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Qualità per i consumatori, innovazione, sicurezza, sostenibilità per il pianeta. Sono le parole chiave di Fater spa, azienda leader di mercato in Italia nei prodotti assorbenti per la persona con i marchi Pampers e Lines, fra i maggiori player nel settore dei prodotti per la pulizia della casa e dei tessuti con le linee Ace che commercializza in 38 Paesi.

Per rendere sempre più concreto l’approccio LCA (life cycleassessment – valutazione del ciclo di vita), Fater presta particolare attenzione alle emissioni, all’efficiente utilizzo delle risorse ed alla riduzione dei rifiuti.

“La nostra responsabilità sociale si sviluppa sulle direttrici di ambiente,innovazione e cura delle persone – ha dichiarato Piero Tansella, General Manager dell’azienda – tre aree per descrivere Fater, ma soprattutto per raccontare di noi, decisi a usare le nostre competenze e i nostri cuori per essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Un piccolo passo nel desiderio di sostenere le future generazioni”.

Nel suo Report sulla responsabilità sociale d’impresa 2020, emerge come l’azienda abbia ridotto del 17% l’uso della plastica vergine che arriverà al 50% entro il 2025 e come nei due stabilimenti italiani di Pescara e Campochiaro, rispettivamente, il 50% degli scarti di processo nel 2020 viene avviato a riciclo e i rifiuti industriali (solidi e liquidi) verranno ridotti entro il 2020 del 20% a fronte di una crescita delle quantità prodotte.

Inoltre, l’avvio del progetto sperimentale Pampers Nuova Vita a Verona, che ha promosso la partecipazione attiva dei cittadini per una raccolta di pannolini da destinare al riciclo, ha prodotto 30 tonnellate di pannolini usati raccolti già nella fase di test.

Nel dettaglio, Fater, entro il 2025, punta a ridurre della metà l’utilizzo della plastica vergine nelle sue linee di prodotti per la detergenza della casa e dei tessuti.

Già nel primo semestre 2019/2020 ha superato il 50% dell’obiettivo annuale.

Una riduzione resa possibile grazie a 3 fattori:

  • l’impiego di plastica riciclata,
  • la sgrammatura dei flaconi,
  • lo sviluppo del design di prodotti più eco compatibili.

Lo stabilimento di Pescara è alimentato in gran parte tramite un impianto di cogenerazione da 8,9 MWe, realizzato utilizzando le tecnologie più all’avanguardia.

Negli anni passati la sostituzione dei filtri ad umido con filtri a secco ha contribuito a ridurre le emissioni totali di polveri per unità standard dal 2017/18.

Nello stabilimento di Pescara la sfida ora in corso è rendere circolare lo scarto di produzione, segnatamente pannolini per bambini, indirizzando a recupero nel 2020 il 50% del volume di scarto presso Contarina spa (TV) ove è collocata la macchina per il riciclo dei prodotti assorbenti sviluppata da FaterSmart (business unit di Fater spa).

Plastica, cellulosa e polimero superassorbente  le nuove materie prime seconde che si ottengono.  Anche nel periodo 2019/20 nulla viene mandato direttamente in discarica.

La riduzione del post industrial waste vive un forte impegno anche presso lo stabilimento di Campochiaro in Molise che realizza i prodotti ACE: una riduzione del 20% dei rifiuti industriali (solidi e liquidi) entro il 2020 a fronte di una crescita delle quantità prodotte.

Completano la visione nella riduzione degli impatti, oltre al recupero degli scarti liquidi che verranno utilizzati come sottoprodotti in altri processi produttivi, la riduzione del 25% del consumo di acqua industriale, e del40% delle acque reflue.

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Logistica sostenibile

Fater affronta il tema della riduzione dei mezzi circolanti su strada dal 2016.

Progetti di migliore utilizzo del volume in altezza nel tir, uso di mezzi alternativi come la nave e un nuovo disegno della logistica della categoria detergenti ACE hanno già risparmiato all’ambiente, fra il 2016 e il 2019, circa 4.500 tonnellate di CO2 equivalente.

Quest’anno Fater abbraccia una prospettiva più ampia: tagliare del 20% le emissioni da logistica nel periodo 2020-2025, cioè, si stima, ridurre gli impatti di circa 11.000 ton. di CO2 equivalente (dato cumulato – assunzione: volumi costanti).

Le strategie che sosterranno questo obiettivo sono tre:

  1. l’intermodalità (utilizzo di treno/camion in combinazione) dove sono stati sviluppati progetti pilota con partner della grande distribuzione;
  2. graduale utilizzo di mezzi alimentati a LNG (liquifiednatural gas);
  3. continuare ad accrescere l’efficienza del disegno logistico.

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Le persone in Fater sono protagoniste dell’innovazione e dell’approccio di sostenibilità.

Sono 1.600 i dipendenti dell’azienda e forte è la volontà di diventare sempre più un’azienda “in rosa”.

Alcuni passi avanti sono stati compiuti nel segno del gender balance e in alcuni dipartimenti vi è una forte presenza di donne.  Questo si registra nel marketing, con il 50% di donne, nel sales, con il 51% e nella logistica, con il 42%.

Fater sostiene il “saper fare” perché le persone sono il motore del cambiamento.

Per questo ha sviluppato e diffuso in azienda un corso di formazione digitale sulla sostenibilità, la Green Academy.

Un progetto grazie al quale, attraverso materiali sviluppati ad hoc come tutorial, test, supporti audio/video econtributi di autorevoli esperti sul tema, i dipendenti hanno avuto modo di maturare ulteriore consapevolezza sul fronte della sostenibilità.

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Innovare e favorire i comportamenti responsabili dei cittadini

Fater ha affrontato il tema del post uso tramite la business unit FaterSMART che ha sviluppato il primo impianto in grado di riciclare i prodotti assorbenti usati per la persona.

Non più discarica o inceneritore, ma recupero di plastica, cellulosa e polimero superassorbente; materie prime seconde che potranno dar luogo a opportunità di riapplicazione in molteplici processi produttivi.

Se questo processo fosse applicato in tutta Italia sarebbe possibile riciclare circa il 4% dei rifiuti solidi urbani, arrivando a produrre annualmente 270.000 tonnellate di materie prime riciclate di alta qualità, evitando un volume di rifiuti equivalente a più di 14 campi da calcio, eliminando emissioni di CO2 pari a quelle generate ogni anno da più di 100.000 automobili.

Così nasce il progetto Pampers Nuova Vita a Verona: promuove la collaborazione dei cittadini per una raccolta sperimentale specifica di pannolini da destinare al riciclo.

La fase pilota ha visto 1500 famiglie conferire prodotti usati all’interno degli appositi Smartbin, un cassonetto intelligente che,grazie alla app Pampers Nuova Vita, riconosce l’utente via smartphone e si apre automaticamente.

Il cassonetto inoltre pesa la quantità di pannolini usati e attribuisce all’utente un buono sconto da utilizzare presso i punti vendita partner. I pannolini così raccolti vengono riciclati tramite l’impianto di FaterSmart operativo presso Contarina spa in provincia di Treviso.

Già nella fase di test si sono ottenuti risultati sorprendenti: 30 tonnellate di pannolini usati raccolti, mentre 12 sono le tonnellate di Co2 evitate, pari alla quantità assorbita da 800 alberi.

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