Ethique è la prima compagnia di prodotti per la cura del corpo al mondo a non utilizzare plastica durante la creazione ed il confezionamento dei prodotti.

L’industria della bellezza è responsabile per un’enorme quantità di rifiuti: la maggior parte dei prodotti viene confezionata con il cellophane ancora prima di finire nella scatola, molto spesso di cartone o plastica che non può essere riciclata. Poi ovviamente c’è la confezione del prodotto, a sua volta realizzata in plastica. Secondo National Geographic l’ammontare di plastica utilizzata per i prodotti di bellezza è aumentata di 120 volte rispetto agli anni Sessanta.

Plastic Oceans stima che solamente il confezionamento dei prodotti sia responsabile per il 40% dell’utilizzo della plastica in totale. Nonostante sia impossibile escludere totalmente la plastica dalle nostre vite, ci sono molte aree in cui possono essere fatti grandi progressi. E’ questo il ragionamento che ha fatto Brianne West quando ha iniziato a creare le sue saponette di bellezza in laboratorio come un’alternativa allo shampoo e alle creme imbottigliate. Dopo aver perfezionato la formula nel 2012, West ha utilizzato la piattaforma di crowfunding PledgeMe per creare Ethique, il primo marchio al mondo di cura della persona con zero plastica e zero rifiuti, attirando il maggior numero di investitori femminili nella storia della piattaforma.

Moda, Stella Mc Cartney porta i peluche in passerella: “io, il marchio etico”

Nonostante molte persone non pensano che uno scienziato possa fare il grande salto e diventare imprenditore, West ha raccontato di averlo sempre voluto fare: “Ho fondato una “compagnia” di detective per animali domestici quando avevo otto anni, seguita da una varietà di “aziende” diverse durante la mia adolescenza. Mi aspettavo di essere in barca a studiare i mari ma la vita non funziona mai come ti aspetti, giusto?”. West sa di non essere la miglior imprenditrice e per questo è grata alle persone che l’hanno aiutata nel suo percorso: “Preferisco di gran lunga concentrarmi sulla strategia, sui prodotti e sul loro valore. Ma ho imparato molto dalle persone che mi circondano e il cui tempo ed esperienza sono stati di grande aiuto“.

Per i primi tre anni di vita Ethique si è rivolta solo ai consumatori diretti ma ora la compagnia sta valutando di rivolgersi alla grande distribuzione per espandere la sua rete. “Ho sempre pensato ad Ethique come una compagnia con un rapporto diretto con i consumatori. Tuttavia, abbiamo preso la decisione di espanderci nella grande distribuzione e diffondere il brand in tutto il mondo. Al momento i prodotti di Ethique possono essere acquistati su Amazon e Target ma abbiamo grandi piano per il mercato americano”.

Dove, per il marchio Unilever in arrivo il deodorante ricaricabile e riutilizzabile

Una delle sfide più grandi è trovare fornitori che soddisfino il requisito della compagnia di non utilizzare olio di palma o derivati: “Abbiamo scelto di evitare l’olio di palma fin quando non ci saranno modi sostenibili per produrlo. Ma a causa della sua abbondanza e del suo basso costo, sfortunatamente la grande maggioranza dei cosmetici proviene dall’olio di palma”. Quando si tratta di documentare la catena di produzione, il team di Ethique richiedere la documentazione ai propri fornitori. “Abbiamo una politica sulla catena di produzione che i nostri fornitori devono rispettare. Ad esempio acquistiamo l’olio di cocco da una cooperativa di donne in Samoa, e il nostro olio di Moringa proviene da una cooperativa in Ruanda. Quando non possiamo lavorarci direttamente chiediamo sempre informazioni su come vengano pagati i fornitori e ci assicuriamo che non ci siano casi di sfruttamento minorile. In questo modo sappiamo che sono pagati e trattati in modo equo, il che significa che possono prendersi cura delle loro comunità e dei loro ambienti”.

Ethique ha ottenuto la Certified B-Corporation nel luglio del 2015. Pur non avendo una certificazione delle terze parti, Ethique è molto attenta alla sostenibilità e l’eticità dei suoi prodotti: “La parte più difficile della certificazione è stata quando nel 2015 non avevo nessuna documentazione che potesse dimostrare le nostre pratiche. Ma da quando abbiamo ottenuto la certificazione siamo sempre stati la B Corp con il voto più alto della Nuova Zelanda”. Le conoscenze biochimiche sono state fondamentali quando si è trattato di creare da zero i prodotti: “All’inizio ho imparato la funzione di ogni ingrediente e come fare per costruire una formula unica da zero”. Ethique offre una vasta gamma di prodotti tra cui prodotti per il viso, per i capelli e per la pelle ma West sta lavorando ad altri 57 prodotti che sono in fase di sviluppo: “Sto lavorando ad una nuova linea di prodotti che saranno unici al mondo, più altri che rispecchiano i prodotti tradizionali. Non vedo l’ora di realizzarli”.

Olio di palma, Kellogg’s modifica la produzione dopo il successo della petizione di due bambine

West sta inoltre sta portando avanti l’espansione globale di Ethique sia nel settore retail sia nell’introduzione del marchio nel mercato degli Stati Uniti e nel Regno Unito. “La mia parte preferita sono le molte partnership con le organizzazioni no profit che svolgono un lavoro di grande impatto in tutto il mondo. L’obiettivo più grande ovviamente è quello di evitare la produzione di 50 milioni di bottiglie di plastica entro il 2025. Siamo a 6 milioni ora, quindi abbiamo del lavoro da fare“.

Articolo precedenteEx Ilva, Strasburgo a Italia: “insufficienti i dati su piano ambientale”
Articolo successivoAnimali, 1000 avvoltoi avvelenati in Africa: ora la specie rischia l’estinzione