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Plastica, il Parlamento europeo dice basta dal 2021

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Plastica. Il Parlamento europeo ha deciso di dire basta agli oggetti monouso a partire dal 2021: 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti. Novità in arrivo non soltanto per quanto riguarda la messa al bando degli “usa e getta”, ma anche per la produzione e il recupero delle bottiglie di plastica.

La messa al bando definitiva della plastica monouso nell’Unione Europea è stata concordata in precedenza, in via informale, tra i ministri UE. Nel documento viene indicata come detto anche una differente normativa per le bottiglie, che dovranno contenere almeno il 25% di materiali provenienti dal riciclo entro il 2025, mentre entro il 2030 la percentuale dovrà essere del 30%. In più il riciclo di quelle usate dovrà avvenire per almeno il 90% attraverso la raccolta differenziata.

Un voto storico al parlamento europeo.La direttiva che mette al bando la plastica monouso è stata approvata anche dell…

Pubblicato da Sergio Costa su Giovedì 28 marzo 2019

“Un voto storico al parlamento europeo. La direttiva che mette al bando la plastica monouso è stata approvata anche dell’assemblea: cannucce, stoviglie, piatti etc, saranno vietati in tutti i paesi europei dal 2021. Appena tutti i passaggi formali saranno completati, fine aprile, inizieremo immediatamente il ricepimento della direttiva. Vogliamo essere uno dei primi Paesi a renderla operativa. Viva un’Europa #PlasticFree per la tutela del nostro ambiente e dei nostri mari”, ha commentato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

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Nel 2016 in Italia sono stati imbottigliati 14 miliardi di litri d’acqua, di cui l’80% in contenitori Pet e il restante in vetro. Per fabbricare le bottigliette di plastica necessarie sono state utilizzate circa 300mila tonnellate di polietilene tereftalato. Uno sforzo che ha richiesto l’uso di 660mila tonnellate di petrolio e l’utilizzo di 6 miliardi di litri d’acqua. Il nostro Paese, secondo una ricerca di Bevitalia, è il terzo Paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia.

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La direttiva approvata dal Parlamento europeo introduce inoltre l’obbligo di applicare etichette informativesull’impatto ambientale dei prodotti se li si disperde in modo inappropriato, buttandoli ad esempio per strada o in mare. “Questa legislazione ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa di qui al 2030”, ha detto la relatrice del provvedimento, la liberale belga Frédérique Ries. Secondo uno studio della Commissione, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti dalla direttiva costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini.

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Rafforzato anche il principio del “chi inquina paga”. Ciò avverrà tramite ad esempio l’estensione della responsabilità per chi produce attrezzatura da pesca, con l’effetto di evitare ai pescatori di dover sostenere i costi della rimozione delle reti dal mare, e tabacchi. Novità importanti, soprattutto alla luce dei delle stime fornite dalla Commissione europea: l’80% dei rifiuti marini sono in plastica e quelli interessati dal provvedimento rappresentano circa il 70% del totale.

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A commento dell’approvazione della direttiva UE è intervenuto Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, che ha dichiarato: “Il Parlamento Ue oggi ha risposto alle richieste e alle preoccupazioni di milioni di cittadini, la soluzione definitiva è però ancora lontana. Non introducendo misure vincolanti per gli Stati membri per ridurre il consumo di contenitori per alimenti, e ritardando di quattro anni l’obbligo di raccogliere separatamente il 90 per cento delle bottiglie in plastica, l’Europa regala infatti alle grandi multinazionali la possibilità di fare ancora enormi profitti con la plastica usa e getta, a scapito del Pianeta”

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