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Emergenza plastica, due campionesse di nuoto lanciano il loro messaggio. VIDEO

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Plastica. Kate Shortman e Isabelle Thorpe , due giovane atlete campionesse di nuoto sincronizzato di Bristol, denunciano l’emergenza plastica  eseguendo una loro performance in una piscina piena di rifiuti. Video.

“Ogni minuto, l’equivalente di un camion di plastica finisce in mare, sulle spiagge e sui fondali”, cita una tra le più allarmanti e efficaci campagne d’informazione lanciate da Greenpeace. La plastica può essere mangiata dai grandi mammiferi come le balene, bloccando il loro sistema digestivo e uccidendole, ma anche da tartarughe e uccelli marini, per i quali, sacchetti e reti abbandonate, diventano vere e proprie trappole mortali.

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I video per sensibilizzare e informare sulla gravità del problema diventano sempre più virali.  Anche nel mondo dello sport sono tanti gli atleti che denunciano l’emergenza ambientale legata all’invasione della plastica negli oceani.   Due giovani atlete campionesse mondiali di nuoto sincronizzato, Kate Shortman e Isabelle Thorpe, hanno eseguito una loro performance in una piscina piena di rifiuti. Il loro messaggio di denuncia contro l’inquinamento causato dalla plastica ha l’obiettivo di evidenziare una delle più grandi emergenze ambientali dei nostri tempi.

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Intanto è stata approvata in via definitiva dal Parlamento Ue la direttiva che proibirà l’uso di oggetti come piatti, bicchieri, posate, cannucce, bastoncini cotonati, bastoncini per palloncini, contenitori per alimenti, a partire dal 2021.

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Un passo importante che, secondo i promotori, sarà in grado di ridurre il danno ambientale di 22 miliardi di euro, aiutando a salvaguardare i mari, considerando che il 70% dei rifiuti marini è costituito proprio dai prodotti oggetto della legge. I rifiuti spesso si rompono, e anche i piccoli frammenti vengono ingeriti dai pesci. Si tratta delle microplastiche, le stesse trovate anche nell’acqua che beviamo e nel cibo.

Microplastiche, non solo nei cibi anche nel nostro organismo

Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte nella quotidianità, da subito, con l’attenzione ai packaging al momento dell’acquisto dei beni, soprattutto alimentari, prediligendo i prodotti sfusi o confezionati con materiali totalmente biodegradabili.

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Sono tanti  anche i comuni e le isole che si sono già attivate vietando la plastica monouso e anticipando la direttiva. Tra le ultime l’Isola di Ischia,  ufficialmente “plastic-free” dall’estate 2019, dove verrà vietato l’utilizzo di stoviglie, cannucce e prodotti usa e getta in plastica in  tutto il territorio isolano, comprese le spiagge e tutta la fascia costiera.

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