Plastica. Nasce nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano in località Schiena D’Asino (adiacente il rifugio conosciuto con il nome La Casermetta), la prima eco area pic-nic d’Italia, di proprietà del Comune di Tito e gestita da pochi giorni dall’agenzia di viaggi Ivy Tour.

L’area, aperta tutti i giorni dell’anno su prenotazione, è la prima d’Italia a vietare l’utilizzo delle stoviglie monouso, anche quelle biodegradabili.

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“Avere in gestione questo posto – hanno spiegato i gestori – ci permette finalmente di esportare il nostro modello di sostenibilità anche in un’area pic-nic ovvero in una delle situazioni più difficili dove siamo abituati a usare il monouso che qui è vietato, anche quello compostabile”.

All’interno dell’area, ci sono 8 barbecue, 11 tavoli e un gazebo in muratura.

Sono presenti inoltre giochi per bambini e un percorso fitness attrezzato nel bosco.

Sempre da qui, partono diversi sentieri che conducono sulle cime di Schiena D’Asino tra sorgenti negli alberi, boschi inviolati e verdi prati dove pascolano vacche podoliche.

Come fare allora?

È molto semplice.

Soluzione 1: terminato il pic nic, tutte le stoviglie riutilizzabili (piatti, posate e bicchieri) vengono riportate a casa da chi le ha utilizzate. (è possibile lavare le stoviglie nelle tre fontane a disposizione usando detersivo ecologico)

Soluzione 2: noleggiare il kit stoviglie come se fosse un coperto a ristorante. L’area di ristoro fornirà un piatto piano, coltello, forchetta, cucchiaio, bicchiere, una bottiglia di vetro ogni 5 persone da riempire con l’acqua delle fonti e dei bidoncini per la raccolta differenziata.

L’area infatti non dispone di bidoni e cestini per raccogliere i rifiuti.

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“Grazie alla nostra esperienza nell’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale – hanno aggiunto i gestori di Ivy Tour – abbiamo sperimentato i modelli che funzionano per fare una
corretta raccolta differenziata. Per questo motivo abbiamo eliminato tutti i bidoni e nei cestini fissi abbiamo piantato fiori e piante. Ci teniamo ad educare all’idea che i rifiuti non vengano abbandonati nella Natura e in posti difficili da raggiungere e che gli escursionisti hanno il dovere di riportarseli a casa”.

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