AttualitàEconomiaPolitica

Plastic tax, tutto rinviato al 2023: esulta la Gdo, ira di Greenpeace e Legambiente

Condividi

Plastic tax in Italia, tutto rinviato al 2023: c’è la conferma del Governo. Esulta la Gdo, mentre la notizia amareggia Legambiente e Greenpeace.

Plastic tax e sugar tax, tutto rinviato al 2023. Lo conferma il Governo, dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento programmatico di Bilancio. La notizia fa sorridere tutta la filiera agroalimentare, ma anche la Grande distribuzione organizzata, mentre lascia inevitabilmente scontenti gli ambientalisti.

 

Greenpeace, ad esempio, ha commentato duramente: “Il nuovo rinvio è inaccettabile, perdiamo l’ennesima occasione per tassare un comparto industriale inquinante e destinare i proventi a una vera riconversione sostenibile del settore. Il governo della finzione ecologica mantiene l’industria in un passato ancora dipendente dalle fonti fossili“. La ong poi aggiunge: “Tutto il Pianeta soffoca per l’inquinamento da plastica, ogni ritardo è un pesante fardello per gli ecosistemi e le future generazioni. Si continua a darla vinta alle lobby, a scapito delle persone e della Terra. Com’è possibile anteporre gli interessi dell’industria della plastica a quelli dei cittadini?“.

 

 

Molto critica anche Legambiente: “Con l’ennesimo rinvio, c’è il serio rischio che la plastic tax non entrerà mai in vigore”. Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha però spiegato: “Abbiamo sospeso la plastic tax e la sugar tax perché avevano un impatto importante sull’industria della trasformazione, questo ci consentirà di avere il tempo per avviare un dibattito e un confronto più approfondito su queste questioni“.

(Visited 60 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago