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Plastic tax, come funziona la tassa per disincentivare il monouso

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Plastic tax. Mancano circa 48 all’avvio dell’esame del Parlamento, ma la manovra economica da 30 miliardi del nuovo Governo continua a subire modifiche per appianare le divergenze all’interno della maggioranza.

Tanto discussa è la ‘plastic tax’, la misura con cui l’Esecutivo vuole disincentivare la produzione e il consumo della plastica monouso, introducendo un euro di imposta al chilo.

La tassa, riguarderà bottiglie, buste per l’insalata, vaschette per alimenti (in polietilene), tappi, contenitori in tetrapak del latte o del vino ma anche imballaggi di “polistirolo espanso, rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili”.

Escluse le siringhe che rientrano invece tra i dispositivi medici.

Nell’ultima versione della relazione illustrativa, che accompagna la manovra, non solo conferma la tassa, ma introduce anche incentivi per le aziende coinvolte: un credito d’imposta del 10% sulle spese sostenute (dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020) “per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione”» fino a un massimo di 20 mila euro.

Credito che viene esteso anche per le spese di formazione del personale, nell’ottica, così come vorrebbe il governo, di una riconversione sostenibile del ciclo produttivo.

Escluso dalla nuova tassa tutto il comparto ‘compostabile’ su cui aveva insistito nei giorni scorsi anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Anche se c’è chi pensa che sia una bufala, la plastica è una vera e propria emergenza ambientale globale: dal 1947 al 2017 sono state prodotte 8.3 miliardi di tonnellate di plastica; il 30% è ancora in uso, ma il rimanente 70% è finito in buona parte in discarica (50%), inceneritore (10%) e solo il 7% a riciclo.

Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo, l’equivalente di 33.800 bottigliette gettate in mare ogni minuto.

“Se i Paesi non adotteranno soluzioni concrete ed efficaci – sostiene il WWF – entro il 2050 l’inquinamento nell’area mediterranea quadruplicherà.

La Direttiva europea ha decretato il bando al monouso, riconosciuto primo responsabile dell’inquinamento mondiale, a partire dal 2021.

Una barriera anti plastica sul Tevere per salvare il mare dai rifiuti

Diversi i Paesi che stanno prendendo provvedimenti in questa direzione: la Tanzania, ad esempio, ha vietato da quest’anno l’introduzione e la produzione di sacchetti di plastica di qualsiasi spessore, mentre sono già due anni che è stata bandita in Costa Rica la plastica monodose.

Ma in Italia la ‘plastic tax’ ha scatenato la reazione di tutte le associazioni di categoria.

Si tratta di una misura ‘iniqua e insensata‘ da Federchimica, “che non incentiva — hanno aggiunto i sindacati — gli investimenti per la riconversione industriale o la spinta al riciclo/ riuso e all’economia circolare”.

Da sole, le aziende di beverage di tutto il mondo producono ogni anno oltre 500 milioni di

bottiglie di plastica “usa e getta”, senza considerare che negli ultimi anni le materie plastiche hanno sostituito progressivamente tutte le altre: il vetro, i metalli, la carta, il legno.

I contenitori in plastica sono ormai onnipresenti con una diffusione nel settore alimentare, ben visibile sugli scaffali della grande distribuzione dove non c’è alimento non confezionato con materie plastiche.

Molte di queste sono monouso, e una volta usate, vengono buttate perché non concepite, progettate e immesse sul mercato per compiere, durante il loro  ciclo di vita, molteplici trasferimenti e per essere nuovamente usate con la stessa finalità per la quale sono stati ideate.

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Contro la mossa del Governo anche le associazioni dei consumatori, perché

il dubbio, com eal solito, è che i nuovi costi siano “scaricati” direttamente sulle famiglie.

Come? Con gli aumenti dei prezzi con cui le famiglie rischiano, secondo Federconsumatori, di spendere fino a 138 euro in più all’anno.

Secondo i calcoli del Codacons la “stangata” può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave “ecologista”, alle agevolazioni sul gasolio per l’autotrasporto anche agli euro 3.

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