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La plastic tax divide la sinistra. Renzi promette battaglia in Parlamento

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Plastic tax. Tensione alta nella maggioranza ancora alle prese con la manovra.

Ancora deve arrivare in Parlamento ma Legge di Bilancio ma ha già dei nemici giurati.

Il provvedimento infatti non piace a Matteo Renzi ed al suo partito:  “E’ una mazzata alla classe media” – ha detto l’ex premier.

Concetto ribadito da Luigi Marattin e Marco Di Maio.

Per i due deputati la tassa produrrebbe “effetti negativi per le aziende e per i lavoratori di quelle stesse aziende”.

L’idea del gruppo è quella di presentare emendamenti alla manovra.

Sulla stessa linea il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (Pd): “il nostro piano regionale plasticfree lo stiamo condividendo con le imprese del settore, studiando meccanismi di compensazione e incentivi che non danneggino il comparto, per una svolta ecologica assolutamente necessaria, ma che non deve colpire imprese e lavoro”.

Plastica, non solo mare anche i ghiacciai stanno soffrendo

Ma queste resistenze contro la micro tassa, nascondo dissidi ben più profondi.

“Avete postato le foto del nostro mare e dei suoi abitanti inquinati di plastica. Avete aperto le vostre manifestazioni di corrente con video suggestivi suul’inquinamento. Avete  distribuito tra i gadget pubblicitari borracce con i simboli e come Greta e la sua generazione – scrive su facebook il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano – e ora, 4 o 5 centesimi per quella bottiglietta che non volevate nelle vostre foto valgono la vostra polemica?”.

Duro anche il vicesegretario dem, Andrea Orlando: “una manovra fortemente ecologista ma allo stesso tempo equa e che aiuta la ripresa e infastidisce perché mette in discussione interessi consolidati”.

Nicola Zingaretti stavolta non si esprime, ma le rimostranze di Provenzano e Orlando sono ampiamente condivise dal segretario del Pd.

E rivendicate dal ministero dell’Economia: il vice ministro Misiani: “Tutte le scelte sono state condivise”.

Che la plastic tax sia un tema sensibile, lo dimostra anche il post  di Paolo Gentiloni, oggi commissario europeo agli Affari economici: “Perché la transizione ecologica coinvolga. come deve, la grande maggioranza degli esseri umani bisogna spiegare bene ogni decisione e proteggere le persone, le aree geografiche, i settori che possono essere danneggiati. La lotta al cambiamento climatico non può attendere“.

Plastic tax, come funziona la tassa per disincentivare il monouso

In ogni caso, la sinistra condivide il provvedimento sulla plastica.

Per Nicola Fratoianni di LeU: “non ci si può far belli con dichiarazioni roboanti quando i ragazzi scendono in piazza per il loro futuro e poi inchinarsi alle lobby economiche e alla difesa dei loro interessi”.

Gli ambientalisti di Europa Verde si dicono “assolutamente a favore della tassa sulla plastica. Anche se, sottolinea la coordinatrice Elena Grandi, nella manovra sembrano mancare politiche di incentivo e sostegno che possano aiutare a riconvertire le aziende del settore”.

Fatto sta che adesso Italia Viva promette battaglia in Parlamento, agitando il vessillo “no tax“.

“Far marcia indietro su una misura del genere sarebbe davvero surreale” – commenta l’europarlamentare pd, Pierfrancesco Majorino.

Sul tema intervengono anche due Ministri del MoVimento 5 Stelle, Federico D’lncà, titolare dei Rapporti con il Parlamento (“La plastic tax non deve essere messa in discussione”) e Fabiana Dadone, ministra alla Pa (“Giusto utilizzare la leva fiscale per orientare i comportamenti verso la sostenibilità”).

Nel mirino di Italia Viva però non c’è solo la tassa sulla plastica: si chiedono cambiamenti anche sull’aumento delle aliquote sulle auto aziendali e, per recuperare fondi, uno slittamento a settembre 2020 del taglio del cuneo fiscale per le fasce più basse di reddito.

Diversità di vedute e posizionamenti tattici insieme, mine vaganti sul difficile cammino del governo giallorosso.

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