Plastic Radar: segnalare la presenza di plastica in mare non è mai stato così semplice

Plastica. Segnalare la presenza di plastica sulla spiaggia, sui fondali o che galleggia sulla superficie del mare non è mai stato così semplice.

Torna attivo il servizio Plastic Radar di Greenpeace. 

Basterà mandare al numero Whatsapp +39 342 3711267 una foto in cui si vede l’oggetto, la marca dell’azienda produttrice e condividere la posizione.

Il servizio Plastic Radar è stato lanciato a giugno del 2018, con l’idea di mappare la tipologia di rifiuti trovati in ambienti aperti.

I tanti dati raccolti, hanno portato l’Ong a lanciare una nuova edizione della stessa iniziativa.

Ma l’iniziativa, subito apprezzata dai cittadini, ha generato un passaparola tramite l’app di messaggistica facendolo diventare una catena.

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“Ciao a tutti vi  informo che Greenpeace ha attivato il servizio Plastic Radar: quest’estate potremo contattare su Whatsapp il numero +39 342 3711267 per segnalare la presenza di plastica sulla spiaggia, sui fondali o che galleggia sulla superficie del mare, mandando una foto in cui si veda la marca dell’azienda produttrice e condividendo la posizione! AIUTIAMO L’AMBIENTE!!! COMBATTIAMO IL DISIMPEGNO E L’IRRESPONSABILITÀ!!!

Se potete inoltrate questo messaggio, facendolo diventare una catena, forse una delle pochissime catene utili e sensate… infatti, se non lo mandate a 7 persone o scemenze del genere, non succederà niente, semplicemente meno persone saranno a conoscenza di quest’opportunità per collaborare con Greenpeace in modo semplice e gratuito…

Grazie!”

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Come sempre avviene sempre in questi casi, trattandosi di una catena virale, in tanti si sono domandati se il messaggio non fosse una bufala o una truffa.

E’ bastato andare sul sito di Greenpeace per capire che il contenuto del messaggio che sta girando sulla piattaforma di messaggistica è reale e non una bufala, anche se l’associazione non prova in alcun modo ad alimentare il passaparola tra gli utenti.

 

I dati raccolti con Plastic Radar 2018:

Più di 3200, da Nord a Sud, gli utenti che hanno partecipato a Plastic Radar e quasi 6800 segnalazioni valide ricevute.

Di quest’ultime, il 91% ha riguardato rifiuti in plastica usa e getta ovvero oggetti progettati per un utilizzo che va da pochi secondi ad alcuni minuti ed in gran parte rappresentati da bottiglie per l’acqua minerale e le bevande (25%).

A seguire, nell’ordine, confezioni per alimenti (9%), sacchetti di plastica (4%), bicchieri, flaconi di detersivi, tappi e reti (tutti al 3%), contenitori industriali, flaconi di saponi e contenitori in polistirolo (tutti al 2%).

Per quel che riguarda le reti da pesca, la maggior parte è stata segnalata dalle coste del Mar Adriatico e del Mar Ionio (rispettivamente 62% e 18%).

Ad essere rilevata è, in particolare, la presenza di reti tubolari utilizzate per l’allevamento dei mitili (cozze) che da alcuni anni hanno rimpiazzato le tradizionali strutture in canapa.

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Grazie a Plastic Radar sono stati individuati anche a quali grandi marchi appartiene la maggior parte dei rifiuti in plastica presenti nei mari italiani: SAN BENEDETTO S.p.A., The Coca-Cola Company, Nestlé Italiana S.p.A., Ferrero S.p.A. ed Eurospin Italia S.p.A..

Con una produzione globale di plastica in crescita vertiginosa, che punta a raddoppiare i volumi attuali entro il 2025, è necessario intervenire alla radice del problema, avviando programmi di drastica riduzione della quantità di plastica monouso immessa sul mercato. Solo così riusciremo a ottenere il cambiamento necessario per salvare i mari del Pianeta dalla plastica.

Queste aziende non possono ignorare la difficoltà di riciclare tutta la plastica che utilizzano per confezionare i propri prodotti.

Eppure continuano ad aumentare i volumi di plastica monouso immessi sul mercato globale, molto spesso senza fornire alcuna alternativa.

 

 

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