Cultura

PIZZA, GIORNATA MONDIALE DEL PRODOTTO MADE IN ITALY PER ECCELLENZA

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Pizza. Il 17 gennaio è la Giornata mondiale della pizza, “un’occasione importante per celebrare l’ingegno, il lavoro e la creatività di uno dei mestieri simbolo della storia partenopea”, l’ex minstro Alfonso Pecoraro Scanio che ha lanciato la petizione e la campagna mondiale che ha favorito il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO.

In tutto il Paese la produzione giornaliera è di 8 milioni di pizze, quasi tre miliardi l’anno, il fatturato è di 15 miliardi di euro per un movimento economico che supera complessivamente i 30 miliardi. A vincere dal punto di vista della preferenza dei gusti degli italiani è la pizza tradizionale sulla gourmet con 8 connazionali su 10 (78,8%) che scelgono la marinara, margherita, napoletana o capricciosa.

“Occasione importante per celebrare l’ingegno, il lavoro e la creatività di uno dei mestieri simbolo della storia partenopea. Una ricorrenza che acquisce maggiore valore anche grazie all’ottenimento del riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità #UNESCO a dicembre 2017”, scrive in un post  Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde che lanciò la stessa petizione. “Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale“, si legge nella decisione finale dell’Unesco.

Ma proprio la notte del 15 gennaio, a pochi giorni dalla vigilia della Festa di Sant’Antuono, protettore del pizzaiuolo napoletano una bomba è esplosa nella notte nella nota pizzeria di Napoli di Gino Sorbillo. “E’ un attacco a me, ma forse a tutta la Napoli che lavora e vuole la legalità”, racconta Sorbillo.

“Una bomba alla vigilia della Festa di Sant’Antuono, protettore del pizzaiuolo napoletano, è un doppio messaggio di intimidazione che va respinto con fermezza da parte di tutti”, commenta Pecoraro Scanio.

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