Sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale una legge quadro sulla Mobilità ciclistica che ha l’obiettivo di uniformare l’Italia in termini di ciclabilità

Siamo agli sgoccioli: l’Italia prestissimo avrà una legge sulla mobilità ciclistica. A giorni, infatti, dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Piano Generale per la Mobilità Ciclistica, una legge quadro che definisce obiettivi generali e che mette in campo risorse da destinare agli enti pubblici per l’implementazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile e in particolare per avvicinare l’Italia agli obiettivi di ciclabilità a cui altri Paesi europei sono giunti da anni.

Una buona notizia, dunque, nonostante ci sia voluto del tempo per arrivare alla sua approvazione. Non tanto perché il resto d’Europa una legge di questo tipo se l’è data 20 anni fa (addirittura 40 la Danimarca), ma perché il piano doveva essere approvato e pubblicato in Gazzetta ufficiale già da tempo, come ha spiegato a TeleAmbiente Antonio Dalla Venezia della FIAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

“La legge quadro del 2018 – ha spiegato Dalla Venezia – prevedeva il Piano entro sei mesi. È evidente che sono scadenze ormai superate perché doveva essere approvato entro metà agosto del 2018, quindi siamo in ritardo di più di quattro anni”. 

Eppure questa legge è un elemento indispensabile per poter avvicinare l’Italia alle esigenze della transizione ecologica nel settore della mobilità sostenibile e soprattutto per poter uniformare il Paese in termini di ciclabilità.

“Se manca un cappello nazionale che definisca obiettivi, che metta in campo risorse e che in qualche maniera controlli quello che si sta facendo a livello locale, ognuno fa per sé. E ci sono sicuramente città che hanno tradizioni ciclistiche più mature di altre, se non altro per l’orografia e per la collocazione geografica. E quindi stiamo aspettando come una manna questa legge che dovrebbe uniformare le disparità nel nostro Paese”, ha concluso Dalla Venezia.

Non solo piste ciclabili, ecco i nuovi fondi per la mobilità sostenibile

Ma la transizione ecologica in termini di mobilità non passa solo per la bicicletta e le piste ciclabili. Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini ha deciso di fare il punto sulla posizione italiana a un giorno dalla chiusura della settimana europea della mobilità che si chiude domani.

Sul piatto, secondo Giovannini, ci sarebbero 280 miliardi di euro per i prossimi dieci anni di cui 209 euro già disponibili. “Soldi che cambieranno il Paese”, dice il ministro. In che modo?

Intanto con la costruzione di 700 chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità e regionali con un occhio di riguardo alle regioni del Sud Italia, fino a oggi tagliate quasi completamente fuori dagli investimenti in mobilità.

E poi ancora:

  • 216 chilometri di nuove metro, tranvie, busvie nelle città;
  • 1.800 chilometri di nuove piste ciclabili urbane (di cui 500 chilometri da realizzare entro il 2026, termine previsto dal Pnrr);
  • 5mila nuovi autobus ecologici;
  • decine di stazioni di ricarica, sia elettrica che a idrogeno;
  • 11 porti;
  • 13 aeroporti.

“Abbiamo disegnato una strategia di lungo periodo che mette al centro le persone e le loro esigenze di mobilità, le imprese e la loro capacità competere, l’ambiente e la resilienza alla crisi climatica”, ha concluso il ministro Giovannini.

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