Politica

PIROZZI ATTACCA ZINGARETTI DEFINENDOLO “ASTUTO”

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Pirozzi. Nella seduta consigliare dell’11 aprile il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha espresso tutte le perplessità della nuova giunta definendola uguale alla precedente.

Ha aperto il suo intervento dicendo di portare la sua esperienza di amministratore locale in Consiglio, ma di non trovare nel programma in dieci punti del presidente Zingaretti alcuni temi a suo avviso rilevanti, come “la messa in sicurezza dei territori” o le “aree defiscalizzate”. Questo rende difficile, a suo avviso, aderire all’”astuzia”, come egli la ha definita, del presidente di approfittare del fatto che non ci sia una maggioranza numerica per proporre un programma condiviso con le opposizioni. Invece i cittadini hanno diritto di sapere “chi è maggioranza e chi è opposizione”, ha proseguito Pirozzi, che si è detto a favore della mozione di sfiducia, ma a condizione di non essere il solo a presentarla. Pirozzi si è chiesto poi, passando al tema della ricostruzione post terremoto, per quale motivo, con “i 56 milioni di euro dati dalla UE” non sia stato fatto “un asse prioritario dei POR e dei FESR”, al contrario di quanto fatto da altre regioni colpite dagli eventi sismici, che Pirozzi ha puntualmente elencato.

Egli ha espresso il timore che il terremoto e le sue vittime siano un po’ “passati di moda”, come ha detto di aver dedotto anche dai discorsi dei presidenti di Camera e Senato, nei quali non ha colto alcun riferimento alle problematiche della ricostruzione. Ribadendo che il centro destra deve stare all’opposizione, a suo avviso, Pirozzi ha chiesto in conclusione del suo intervento “un gesto di serietà”, cioè porre fine a questa esperienza “un giorno dopo” l’approvazione del bilancio, necessario a rimettere in moto la macchina regionale; a questo scopo è necessario però che i consiglieri “ragionino per il mandato che hanno ricevuto dagli elettori” e non “per le indennità, per la diaria, per le presidenze di commissione”.

Altra strada sarebbe, ha concluso Pirozzi, un “governo di scopo” per riformulare la legge elettorale con reintroduzione del listino, perché “i cittadini del Lazio devono sapere chi sta con chi e per quale motivo”, nel caso si vada a votare di nuovo.

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