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Salviamo i Pini di Roma! Il Mipaaf ha trasmesso lo schema di decreto per il contrasto della cocciniglia tartaruga

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La cocciniglia tartaruga è un batterio ha colpito l’80% dei pini di Roma. Mentre le associazioni si battono per la difesa di questo patrimonio della capitale, il Mipaaf ha predisposto lo schema di decreto ministeriale relativo alle misure fitosanitarie per contrastare il batterio.

E’ stato predisposto dal Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali lo schema di decreto ministeriale relativo alle misure fitosanitarie di emergenza per il contrasto della Toumeyella parvicornis, la cosiddetta Cocciniglia tartaruga, condiviso ed approvato dal Comitato Fitosanitario Nazionale nella seduta del 25 febbraio 2021.

Il 13 aprile oltre 30 associazioni erano scese in piazza per richiedere un intervento tempestivo al fine di frenare un’emergenza che sta devastando i pini della Capitale. La cocciniglia tartaruga forma delle fitte colonie sui germogli e aghi di pino, per mezzo del suo apparato boccale pungente-succhiante, che l’insetto inserisce all’interno dei tessuti della pianta sottrae linfa alle piante, causando un progressivo indebolimento degli aghi e genera un’abbondante produzione di melata. La sua dieta lo porta ad espellere melata, sostanza densa, zuccherina e appetita da altri insetti (afidi e formiche su tutti).

La melata, prodotta in gran parte dagli stadi femminili, è caratterizzata da gocce traslucide di sostanze zuccherine che, sotto l’azione dei raggi solari, conferiscono un aspetto lucido alle parti di chioma interessate dal fenomeno. Quando la produzione di melata diventa consistente, oltre all’imbrattamento della chioma, delle parti legnose, anche le superfici nella proiezione della chioma sono imbrattate dall’intenso gocciolamento, che poi cade ala suolo. Dopo qualche giorno/settimana dalla produzione della melata inizia l’insediamento dei funghi epifiti che portano alla formazione della tipica fumaggine che, col susseguirsi delle generazioni, diventa sempre più fitta.

Col tempo la presenza di fumaggine interesserà anche le superfici e manufatti sottostanti la proiezione della chioma. Tale stratificazione porta ad una riduzione della fotosintesi e quindi comporta il deperimento degli alberi.

Questo parassita di origine nordamericana attacca i pini e rischia di mettere in pericolo il patrimonio verde delle città italiane. In particolare, dal 2015, anno in cui è stato rinvenuto il primo focolaio in Campania, ha attaccato progressivamente i pini delle città campane e laziali.

Roma, salviamo i pini della Capitale! L’80% colpiti dal batterio cocciniglia tartaruga

Oltre l’80% dei pini di Roma, simbolo della capitale, sono colpiti da questo batterio. “Potevamo essere preparati a questa inondazione. C’è stata poi una veloce diffusione nel Lazio, passando dalle pinete del litorale romano, ormai devastate, fino ad arrivare a Roma. Se non lo fermiamo questo batterio si propagherà anche all’estero“, sottolinea la presidente del Comitato Villa Glori, Francesca Marranghello, in un’intervista per TeleAmbiente. 

“Ma esiste una cura, l’endoterapia, che consente, tramite un’iniezione, di inserire un medicinale, abamectina, che uccide la cocciniglia tartaruga“, ci spiega. La richiesta è quella di un decreto di lotta obbligatoria. “Abbiamo scritto delle lettere agli enti competenti, alla Regione e al Comune, abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare e ci siamo rivolti direttamente al presidente della Repubblica per chiedere un intervento. Questo decreto obbliga le amministrazioni ad intervenire e a stanziare i fondi. L’endoterapia è stata dichiarata efficace al 95% ed è stata sperimentata dall’ente Eur Spa con l’Università Federico II di Napoli. Inoltre è molto più economica rispetto all’abbattimento. Il nostro appello: salvate i pini di Roma“.

Per evitare il diffondersi dell’organismo in tutta Italia e tutelare, in particolare, i pini di Roma e il loro valore paesaggistico, il Comitato Fitosanitario Nazionale dal mese di luglio 2020 ha predisposto una serie di attività, a partire dallo studio di questo organismo e dei suoi meccanismi riproduttivi, che hanno permesso di identificare le prime misure di contrasto.

Lo schema di decreto, trasmesso ieri in Conferenza Stato – Regioni, prevede la realizzazione di indagini su tutto il territorio nazionale, l’uso di una specifica Applicazione per le segnalazioni della cittadinanza, nonché le misure fitosanitarie di intervento nelle aree con presenza del fitofago. Queste misure seguono quelle già previste dalle specifiche Linee guida in materia e nel loro insieme consentono di individuare le misure fitosanitarie più appropriate per l’eradicazione della Cocciniglia tartaruga, le sostanze attive dotate di potenziale efficacia contro il coccide e i possibili agenti di controllo biologico.

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Sono tante le associazioni che si battono per la salvezza dei pini di Roma. Il progetto Coccinella Libera Tutti ha coinvolto diverse associazioni (Comitato Don Minzoni, Amici dei Pini di Roma, Parco Mario Riva, Comitato Via Mascagni e Aurelio Volontari decoro Tredicesimo) e ha lanciato una raccolta fondi per l’acquisto di coccinelle da liberare nei diversi parchi della Capitale.

Un anno fa, per combattere l’insetto, l’associazione “Amici di Villa Leopardi” aveva liberato nei giardini della villa sulla Nomentana, oltre quattromila coccinelle. L’esperimento è stato ripetuto qualche settimana fa nel parco di Villa Leopardi e  in quello Maria Riva, liberando coccinelle donate da Bioplanet, un’azienda specializzata nella produzione di insetti utili per il controllo biologico dei parassiti, mentre il dipartimento Tutela Ambientale del II Municipio si è occupata della liberazione degli insetti. 

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