Pietro Grasso replica a Renzi: “comando io, non D’Alema”. Ospite di Che tempo che fa, Pietro Grasso presenta il simbolo di Liberi e Uguali e sottolinea ancora una volta che il suo obiettivo è molto più ampio che guidare una partitino: “Ho una visione più ampia che quella di guidare una ridotta di sinistra. Penso a una ricostruzione della sinistra e quindi del Paese”.

E al riguardo, non esclude assolutamente un dialogo con i dem dopo le elezioni: “nessuna preclusione – dice – verso il Pd o M5s dopo le elezioni”.

E alla domanda se sarà D’Alema a guidare Liberi e Uguali, risponde: “E’ una vita che guido giudici e processi. Posso guidare un partito. E ve ne accorgerete“.

Replica poi alle dichiarazioni di Matteo Renzi in un’intervista a “La Repubblica”, dove aveva paragonato la discesa in campo del Presidente del Senato a quella di Gianfranco Fini.

“In campagna elettorale – spiega Grasso – manterremo un certo stile, senza attacchi. Ma io non ho un
passato politico, guardo al futuro. Lui ha finito la fase zen, ma forse ha un futuro poco roseo…”.
Situazione non meno tranquilla nel centrodestra.

Da piazza Santi Apostoli, dove era sceso in piazza per protestare contro lo Ius Soli, Matteo Salvini lancia la sua sfida per la conquista di Palazzo Chigi.

Si rivolge soprattutto al Pd e al M5S: “se non battiamo Renzi e Di Maio possiamo anche cambiare mestiere”.

Ma la sfida per il leader del Carroccio parte soprattutto dal duello con il segretario del Pd: “non appena ci faranno conoscere i collegi io sono pronto  a sfidare Renzi in tutti quelli dove lui vorrà candidarsi”.

Un annuncio a cui replica via twitter il segretario Dem: grazie – scrive – considero questa scelta utile a far capire come il nostro centrosinistra e il loro centrodestra abbiano due visioni diverse dell’Italia e dell’Europa”.

Ma la sfida non è a due, bensì a tre.

A sfidare Berlusconi e Salvini c’è anche Giorgia Meloni: “io vorrei fare il leader ed il premier del centrodestra” dice senza giri di parole, ma accetterebbe in subordine anche il Viminale.

Come Salvini anche la leader di Fratelli d’Italia chiede che il centrodestra sigilli un accordo a tutti gli effetti: “non mi interessa andare dal notaio – spiega – ma voglio sapere cosa hanno intenzione di fare Salvini e Berlusconi con i loro voti. Gli italiani sanno che con i nostri non ci saranno mai inciuci. Non ci sarà mai un governo renzusconi”.

Ma di un patto anti inciucio non vede la necessità Berlusconi: “mi fido di Giorgia e di Matteo – dice – sono certo che non abbiano alcuna intenzione di fare inciuci”.

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