Novara, animalisti: “No all’abbattimento della maialina Tina”

A decidere l’abbattimento dell’animale cresciuto in una famiglia di Castelletto Sopra Ticino, a pochi chilometri da Novara, è stata l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) per contrastare la peste suina africana.

C’è la burocrazia, ma c’è anche la legge del cuore. È corsa contro il tempo a Castelletto Sopra Ticino, in provincia di Novara, in Piemonte, per impedire l’uccisione della maialina Tina. A decidere l’abbattimento dell’animale è stata l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) per garantire misure di bio-sicurezza. Già, perché la maialina Tina cresciuta nella famiglia di Gabriele Zanaldo è colpevole di essere un ibrido tra un cinghiale e un suino domestico.

Dopo essere stata allattata con il biberon, la cucciola è diventata una vera e propria coinquilina a quattro zampe. Una prima ispezione di Carabinieri Forestali, Polizia Municipale e medici veterinari ha imposto al proprietario una serie di comportamenti utili a contrastare la peste suina africana.

Eppure, nonostante gli accorgimenti adottati, l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Novara ha ordinato la soppressione della maialina Tina. Proprio per questo il Rifugio Miletta, accanto a Gabriele Zanaldo, ha presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per bloccare il provvedimento.

Intanto, una petizione lanciata su Change.org per salvare l’animale ha superato già le 20.000 firme.

 

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