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Il punto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica all’indomani dell’ultimo Consiglio Ue sull’Energia.

Il giorno dopo il Consiglio Ue sull’Energia, conclusosi con un nulla di fatto sul price cap per il gas, Gilberto Pichetto Fratin fa il punto della situazione. Spiegando che, in fondo, il vertice dei ministri Ue di ieri non è stato un totale fallimento. “Non c’è stato un muro contro muro, ma la disponibilità a ragionare, valutare, tentare di trovare soluzioni di mediazione ed equilibrio” – il commento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica a Radio24 – “Il clima non è così teso, vedremo strada facendo se arriveremo a una soluzione. Il fatto positivo è che già ieri sera, le strutture tecniche si parlavano in modo informale, e non è qualcosa da non considerare“.

Pichetto: “Price cap dinamico per il gas”

Abbiamo unanimemente sgombrato il campo dall’ipotesi del prezzo del gas a 275 euro per Megawattora. La proposta della Commissione europea sarebbe inefficace e inutile, in modo assoluto” – ha spiegato poi Gilberto Pichetto Fratin – “La proposta italiana resta quella di un price cap dinamico, che dovrebbe funzionare con una differenza rispetto ai prezzi medi di un certo periodo (che poi dobbiamo vedere se è la media dell’ultimo mese o il prezzo del gas naturale liquefatto, il parametro poi lo si sceglie) sull’oscillazione rispetto agli sbalzi. Non riusciamo a frenare il valore della quotazione internazionale, ma gli sbalzi e la speculazione possiamo frenarli“.

Pichetto: “Gas, Preoccupazione per il 2023”

Il ministro ha fatto poi il punto dell’approvvigionamento energetico in vista dell’inverno, dopo lo stop al gas russo. Spiegando di non essere particolarmente preoccupato per quest’anno, ma per il prossimo: “Su questo inverno noi possiamo correre dei rischi minimi solo in caso di picco di freddo. Su quello del 2023 c’è preoccupazione perché dobbiamo riempire gli stoccaggi non avendo più 30 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia. È cosi per tutta Europa“.

Pichetto su Piombino: “Spero che il Tar ci dia ragione”

Nella corsa verso l’indipendenza energetica per quanto riguarda il gas, il nuovo Governo punta su due piani: i rigassificatori e le nuove trivellazioni. Sul caso di Piombino, Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato: “Avrei preferito che il Comune non avesse fatto ricorso al Tar, ma è un suo legittimo diritto. Crediamo che il percorso giuridico sia corretto e spero che il Tar ci darà ragione, ma la questione seria sarebbe per l’Italia. Piombino nel 2023 ci garantirebbe qualche miliardo di metri cubi di gas. Avere 4-5 mld in meno, il 4%, vuol dire non riuscire a riempire gli stoccaggi o fare tanta fatica e dover cercare soluzioni alternative. Io spero di no“.
Sulle trivellazioni, invece, il ministro ha spiegato di aver già parlato con Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: “Ci siamo già sentiti un paio di volte e ci incontreremo la settimana prossima. Servono garanzie scientifiche sul rischio subsidenza e credo che anche Zaia venga per garantire gli abitanti della sua regione“.

Pichetto e il nucleare: “Sì a quello di nuova generazione”

Gilberto Pichetto Fratin ha poi auspicato al più presto ricerche sul nucleare di ultima generazione. “Ieri ero a Bruxelles: gli americani costruiscono in Polonia, la Romania e la Francia stanno ragionando, la Slovenia mi ha parlato del rinnovo. Lo fanno tutti attorno a noi, noi siamo in mezzo ma senza nucleare” – la posizione del ministro – “Spero sia possibile fare una valutazione anche da noi, i dati che ricevo dicono che tra una ventina d’anni, con il consumo di energia destinato ad aumentare, non avremo rinnovabili a sufficienza per far fronte alla domanda. Poi noi usiamo già il nucleare: il 10% della nostra energia arriva dalla Francia, a 200 km da casa mia. Vediamo poi come valuteranno il Parlamento, il Governo e il popolo“.

Pichetto e le rinnovabili: “Incontro con Sangiuliano”

Gilberto Pichetto Fratin ha poi parlato anche delle rinnovabili. Annunciando anche un incontro, la prossima settimana, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Dobbiamo trovare regole che vadano bene: su quali tetti mettere il fotovoltaico e su quali no, capire se le pale eoliche sulla diga del porto di Genova creano inquinamento visivo. Dobbiamo uscire dalle valutazioni soggettive del mi piace o non mi piace“, l’annuncio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

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