“Sono stati stanziati 102mln per la realizzazione di aule verdi, laboratori per l’agricoltura di precisione 4.0”. La senatrice Barbara Floridia, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione, spiega a TeleAmbiente in cosa consiste il Piano Rigenerazione Scuola. 

Il Piano Rigenerazione Scuola è il piano nazionale del Ministero dell’Istruzione per la transizione ecologica e culturale delle scuole. L’Italia è il primo paese europeo ad avere un piano sistemico strutturale per la sostenibilità.

Il Piano mira a rigenerare la funzione educativa della scuola per ricostruire il legame fra le diverse generazioni, per insegnare che lo sviluppo è sostenibile se risponde ai bisogni delle generazioni presenti e non compromette quelle future, per imparare ad abitare il mondo in modo nuovo, come ci spiega la Senatrice Barbara Floridia, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione con delega alla transizione ecologica e culturale per le scuole.


Quali sono gli obiettivi del piano e come questi sono collegati ai Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite? 

Questo piano mette a sistema tutte le iniziative che molte scuole e associazioni hanno già messo in piedi, ma questo non bastava. Come Ministero abbiamo pensato che queste azioni potessero essere ripetibili e che altre dovessero partire in tutte le scuole sotto una visione unica ed una veloce accelerazione rispetto ai temi non solo ambientali ma anche di educazione alla sostenibilità e ad un nuovo modello abitativo. Questo piano è sistemico perché coinvolge, oltre al Ministero dell’Istruzione, anche il Ministero dei Trasporti, delle Politiche Agricole e della Transizione Ecologica. Mette insieme anche una rete di esperti a disposizione delle scuole e tocca 4 pilastri fondamentali: il sapere, i comportamenti, le infrastrutture e gli indirizzi e le opportunità di studio.

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Cosa si intende esattamente per transizione ecologica e culturale? 

Non esiste alcuna transizione ecologica se prima culturalmente non si fornisce alla popolazione un alfabeto ecologico, quindi la consapevolezza di cosa siano i cambiamenti climatici, di quali siano le nuove opportunità lavorative, di cosa e quanto il pianeta può offrirci, quali sono i limiti planetari che dobbiamo rispettare. Dobbiamo fornire un cambiamento culturale dove non esiste più il concetto di rifiuto ma che lo superi: tutto si trasforma, come la natura ci insegna. Dobbiamo necessariamente comprendere che il nostro abitare, studiare, lavorare va visto in maniera sistemica. Ma come facciamo tutto ciò? Non soltanto con un disegno chiaro e condiviso con scuole e ministeri ma anche fornendo ciò di cui le scuole hanno bisogno, risorse per mettere a terra questi percorsi. Ed è proprio di questi giorni lo stanziamento di 102mln per la realizzazione di aule verdi, laboratori per l’agricoltura di precisione 4.0.

E’ stata approvata la direttiva UE che vieta l’uso di plastica monouso. Scuole #plasticfree è uno dei punti presenti nel piano per quanto riguarda la “Rigenerazione dei comportamenti”.

Nel recepimento della direttiva europea all’interno c’è proprio il piando di rigenerazione che diventa lo strumento per tutte le scuole per accompagnarle verso il superamento dell’uso della plastica monouso. Quindi tutte le scuole diventeranno plastic free ed è questa per il piano la prima grande occasione pubblica e normativa di essere sulla cresta dell’onda per i nostri progetti.

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Ci sono delle indicazioni utili che possiamo fornire alle scuole?

Ci si può informare sui vari percorsi del piano all’interno del sito del Ministero dell’Istruzione. Qui le scuole trovano i fondi che periodicamente vengono stanziati per i vari pilastri, troveranno presto del materiale da utilizzare per le attività didattiche, ma troveranno anche tutti i progetti proposti e messi in atto dai partner che intorno alle scuole potranno offrire alle scuole stesse delle opportunità. Ciascuna scuola potrà accedere nel sito ad un motore di ricerca che permetterà loro di sapere quale associazione, come Legambiente o Matevivo, ministero o istituzione, come Ispra, nel territorio di riferimento fa delle proposte e si mette a disposizione delle scuole con progetti già strutturati.

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