L’obiettivo finale è l’abbandono di ogni combustibile fossile proveniente dalla Russia entro il 2030

La tabella di marcia che l’Europa si è data per dire addio al gas russo e per risolvere – almeno in parte – la crisi energetica è serrata.

In pochi mesi bisognerà trovare gas da Paesi diversi dalla Russia e allo stesso tempo bisognerà lavorare per raddoppiare l’energia prodotta da fonti più ecologiche.

Un obiettivo che il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha definitivo “dannatamente difficile”. “Ma è possibile se siamo disposti ad andare oltre e più velocemente di quanto abbiamo fatto prima”, ha però aggiunto.

Piano europeo per l’energia: stock sempre pieni e potenziamento delle rinnovabili

Il piano stilato dai tecnici della Commissione europea fa una distinzione tra gli obiettivi a breve termine – quelli che si sono resi necessari per uscire dalla dipendenza dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina – e quelli di lungo termine, più attenti alle questioni ecologiche e ambientali.

Nel breve termine, il piano prevede l’obbligo per tutti i Paesi membri di mantenere sempre un certo quantitativo di gas in stoccaggio nei propri depositi in maniera tale da poter rispondere a eventuali cali vertiginosi nei livelli di approvvigionamento.  L’obiettivo è avere scorte di gas al 90% della capacità entro l’autunno, rispetto al 30% circa di oggi.

Inoltre, l’Europa sta cercando nuove forniture di gas. L’idea è quella di intensificare le quantità di gas importato da Paesi da cui già acquistiamo il carburante (come Norvegia, Algeria e Azerbaijan) e di acquistare gas liquefatto da Paesi come Stati Uniti, Qatar e Australia. 

Nel medio e lungo termine, invece, l’Ue propone un massiccio incremento delle energie rinnovabili, del biogas e dell’idrogeno.

L’incognita carbone. Timmermans: “Non è da escludere”

Nonostante gli sforzi congiunti dei Paesi membri e delle istituzioni europee, nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessarie anche fonti di energia più sporche come il carbone.

Il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha riconosciuto che per alcuni paesi potrebbe avere senso passare al carbone nel breve periodo (ipotesi ventilata anche da Mario Draghi per l’Italia), ma ciò potrebbe comportare difficoltà.

Questo perché ben il 30% del carbone consumato dell’Europa proviene dalla Russia e non è sempre facile trovare fornitori alternativi nel breve periodo.

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