Attualità

PIANO ROMA SICURA, 250 MILA ROMANI A RISCHIO FRANE E ALLUVIONI

Condividi

Piano Roma Sicura, 250 mila Romani a rischio frane e alluvioni. Presentato a Roma il primo ‘Rapporto sul rischio idrogeologico nella Capitale’.

Curato dall’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale in collaborazione con il Dipartimento della protezione civile, l’Ispra e #Italiasicura, il rapporto mette a mette a fuoco le criticità strutturali della città eterna.

Voragini, frane, alluvioni, vie d’acqua, cavità, Tevere e barconi affondati.

Rischi naturali che incombono su circa 250 mila romani, un rischio enorme come in nessun’altra parte d’Europa.

Le alluvioni, sono da sempre parte della storia ufficiale e popolare della Capitale, dall’unità di Italia ad oggi 4 grandi alluvioni hanno messo la città in grande difficoltà (1870, 1937, 1947, 2012).

Il rischio oggi riguarda un territorio urbano di 1135 ettari, con zone che non sopportano neanche un acquazzone.

Esempio eclatante è il sistema fognario capitolino, che in alcuni punti non è in perfetta efficienza, principalmente a causa della mancanza di una  corretta e continua manutenzione dei tombini e della scomparsa (per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea) di circa 700km di indispensabili via d’acqua tributarie del Tevere e dell’Aniene.

Le diverse inondazioni che hanno interessato il fiume Tevere hanno causato nell’arco dei decenni un ulteriore elemento di pericolosità, rappresentato dai tanti barconi ormeggiati sulle sue sponde, che per via delle piene sono affondati e non sono mai stati recuperati.

Sono affondate imbarcazioni di tutti i tipi, la Guardia Costiera, Capitaneria di porto ne ha individuate ben 22.

Anche le frane non sono da meno.

Il lavoro di analisi svolto dall’Autorità di distretto idrografico ha portato alla luce 28 zone a rischio frana.

In generale, i siti soggetti a fenomeni franosi nel territorio del Comune di Roma sono 383.

Tra le zone particolarmente a rischio: Collina Monte Mario, Viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina.

Raddoppia poi il numero delle voragini nella città eterna.

Nei primi tre mesi del 2018 a Roma si sono aperte 44 voragini.

Negli ultimi 8 anni si è passati da una media di 16 voragini l’anno ad una media annuale di più di 90, con un picco di 104 registrato nel 2013.

Le aree particolarmente interessate dalla formazione di grandi voragini si concentrano nella porzione orientale di Roma. I municipi più colpiti sono: il Municipio V, il Municipio VII, il Municipio II (quartieri Tuscolano, Prenestino, Tiburtino) ma anche il centro storico
con le aree dell’Aventino del Palatino e dell’Esquilino.

Nella porzione occidentale di Roma il municipio che conta più voragini è il XII seguito dall’XI (quartieri Portuense e Gianicolense).

La causa principale della formazione di queste voragini è la presenza di numerose cavità sotterranee di origine antropica scavate dall’uomo, principalmente per l’estrazione dei materiali di costruzione.

Sono stati sinora censiti e mappati 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbane.

Molte aree di vuoti però, sono ancora sconosciute: manca all’appello la grande Catacomba scomparsa di San Felice sulla Via Portuense che costituiva uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV-V Secolo.

Ma nel Rapporto, sono state individuate e pianificate le opere necessarie per ridurre lo stato di pericolo.

Un piano decennale che ha bisogno della massima e permanente collaborazione istituzionale.

Per il complesso di interventi di prevenzione strutturale nell’area urbana e fino alla foce di Fiumicino, è stato calcolato un fabbisogno di risorse finanziarie fino a 871 milioni per realizzare 155 interventi di varia tipologia:

  • 783 milioni per 127 opere di contrasto al rischio alluvione
  • 86 milioni per 28 opere per mettere in sicurezza diverse aree cittadine dal pericolo frane

A questi vanno aggiunti almeno 15 milioni l’anno per gestire la manutenzione ordinaria e tenere in efficienza vie d’acqua come canali e fossi interni all’area urbana oggi in stato di grave degrado e 4 milioni l’anno per verifiche e interventi preventivi sulle voragini urbane.

Una cifra complessiva di 1040 milioni.

Ad oggi, sono disponibili i primi 104 milioni, già previsti per progetti inseriti nel Piano città metropolitane di Italiasicura.

“A fine maggio – annuncia Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico Italiasicura – faremo a Roma gli Stati Generali del Tevere, dalla Romagna a Fiumicino”.

(Visited 102 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago