Roma, Gualtieri presenta il piano di gestione integrata dei rifiuti della Capitale. VIDEO

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Presentato in Campidoglio il piano Rifiuti di Roma Capitale. Il sindaco Gualtieri, nelle vesti di Commissario straordinario di Governo per il Giubileo 2025: “Con 5 nuovi impianti Roma autosufficiente”.

Riduzione dei rifiuti, aumento della differenziata, riciclo e recupero energetico, autosufficienza impiantistica territoriale e abbattimento delle emissioni di CO2. Questi i quattro macro obiettivi elaborati nel Piano per i rifiuti della Capitale presentato  oggi nella sala delle Bandiere, in Campidoglio, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nelle vesti di Commissario straordinario di Governo per il Giubileo 2025


“Con il piano si punta ad una riduzione dei rifiuti dell’8,3% al 2030. La produzione dei rifiuti a Roma passerà da 1,69 mln di tonnellate l’anno a 1,55 mln nel 2030 e 1,52 nel 2035′‘, afferma Gualtieri.

E continua: “Questo contribuirà ad una netta riduzione del conferimento di rifiuti in discariche, che saranno così destinate al solo smaltimento degli scarti non destinabili a recupero energetico, passando da 500mila tonnellate a 23mila nel 2030, fino a circa 24mila nel 2035. Tali risultati consentiranno di andare ben oltre gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, che individuano una percentuale massima del 10% di ricorso alla discarica entro il 2030; Roma Capitale, partendo dal 30% attuale, raggiungerà il 4,8% nel 2030 e il 3,2% nel 2035″.

Impianti a chilometro zero e impianti pubblici nella loro stragrande maggioranza. E’ un’altra delle caratteristiche del piano di gestione integrata dei rifiuti: “Abbiamo voluto non monopolizzare tutta la componente di riciclo della quota organica – ha spiegato il sindaco – perché pensiamo a un possibile contributo del settore agricolo e di soggetti privati che vorranno candidarsi a trattare la frazione organica”.

Gli obiettivi del piano nel dettaglio

Tra i primi obiettivi del Piano Rifiuti commissariale c’è l’incremento del tasso di raccolta differenziata, dal 45,2% attuale al 65% nel 2030 e al 70% nel 2035. Un processo che passa attraverso l’ottimizzazione della logistica e la razionalizzazione del servizio di raccolta (nuovo sistema logistico e di monitoraggio, nuovi centri di raccolta, centri di smistamento, riorganizzazione del servizio in funzione delle caratteristiche del territorio, digitalizzazione dei servizi).

Per quanto riguarda la riduzione nella produzione di rifiuti il Piano punta ad un abbattimento dell’8.3% in otto anni, da 1,69 mln di tonnellate l’anno a 1,55 mln nel 2030 e 1,52 nel 2035, attraverso accordi con i settori produttivi, campagne di comunicazione, centri del riuso.

Il Piano consentirà una sensibile riduzione dei rifiuti che non è possibile avviare al riciclaggio di circa un terzo, passando da 1 milione di tonnellate l’anno del 2019 a oltre 700mila tonnellate nel 2030 che si potrà ridurre ulteriormente a circa 660mila nel 2035.

Altri obiettivi legati ad un rendimento elevato del recupero di materia da raccolta differenziata (65% al 2035), basato su una qualità migliore dei conferimenti, a partire dal recupero del servizio destinato alle Unità non domestiche (attività commerciali), oltre che al ricorso a nuovi impianti. Altrettanto importante sarà il recupero dalle frazioni organiche avviate ai nuovi impianti di digestione anaerobica (compost e metano), e la gestione efficiente degli scarti degli impianti di selezione di frazioni secche.

Termovalorizzatore e 5 nuovi impianti. Gualtieri: “Roma sarà autosufficiente”

Il piano rifiuti prevede la realizzazione di un termovalorizzatore e altri quattro nuovi impianti, tutti – come afferma Gualtieri – “basati sulle migliori tecnologie di settore disponibili“, da quelli di selezione di carta e plastica da raccolta differenziata ai biodigestori anaerobici.

“Roma non graverà più su altri territori e diventerà autosufficiente“, evidenzia Gualtieri. Le attività di progettazione per la realizzazione di questi impianti sono affidate ad Ama che ha partecipato ai bandi Pnrr per il loro finanziamento.

Dove verranno realizzati gli impianti? In particolare verranno realizzati nelle aree di Rocca Cencia e Ponte Malnome due impianti di selezione delle frazioni secche da raccolta differenziata da 200mila tonnellate complessive (carta, cartone e plastica) con un investimento totale di 43 mln di euro. A Cesano e a Casal Selce di 2 impianti per la digestione anaerobica della frazione organica (produzione biometano per trasporti e di compost per agricoltura), da 200mila tonnellate complessive, per un investimento di 59 milioni di euro ciascuno.

Il termovalorizzatore che verrà costruito a Roma Capitale “sarà un impianto da 600 mila tonnellate, dove andranno gli scarti della raccolta differenziata e il rifiuto indifferenziato che non richiederà un passaggio negli impianti di trattamento (Tmb) e utilizzerà le tecnologie più avanzate sia per il controllo delle emissioni, sia per il recupero e il riciclo della cenere“. E aggiunge: “Lo ripeto esistono due alternative oggi: la discarica o la termovalorizzazione energetica. A oggi la quota di indifferenziato a Roma è pari a 925.810 tonnellate, dato del 2019. L’obiettivo è ridurre questa quota a 728.868 nel 2030 di cui 542.000 in discarica”.

Per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma, che prevede un investimento da 700 milioni, “auspico che aziende pubbliche e controllate da Roma Capitale possano essere protagoniste del processo di realizzazione del termovalorizzatore. Ci sarà però una procedura di gara, che prevedrà una manifestazione di interesse e le proposte saranno tutte saranno valutate e la migliore proposta sarà accordata. Lo deciderà il Commissario straordinario“, sostiene Gualtieri.

Riduzione del 90% circa delle emissioni di CO2

Lo scenario descritto dal Piano porterà ad una riduzione del 90% circa delle emissioni di CO2, rispetto allo “scenario 0” (raccolta differenziata al 65% ma con la situazione impiantistica immutata) e ancora di più rispetto a quello attuale con la differenziata al 45%“. E aggiunge il sindaco: “Il contributo al percorso di Roma verso la neutralità climatica arriverà grazie al recupero di energia da rifiuti residui, alla diminuzione sostanziale di emissioni di gas climalteranti, alla chiusura delle discariche. Fondamentale anche l’ottimizzazione dei trasporti, grazie all’eliminazione delle lunghe percorrenze per il conferimento ad impianti collocati fuori regione e all’estero“.

Termine osservazioni piano rifiuti

“Daremo come termine per le osservazioni, dal 12 agosto al 30 settembre. Dal 30 settembre al 15 ottobre ci sarà la fase di revisione delle osservazioni. – afferma Gualtieri – Il piano definitivo sarà quindi approvato con l’ordinanza del commissario straordinario, il 15 ottobre. Contestualmente saranno pubblicate le procedure di gara, per le manifestazioni di interesse di chi si vorrà candidare a realizzare gli impianti“.

 

Alfonsi: “Stiamo realizzando azioni che guardano ai primi obiettivi del piano”

“Nel piano industriale di Ama ci sono 290 milioni di euro di investimento per i mezzi, che stiamo già iniziando ad acquistare. Abbiamo fatto assunzioni di operatori e continueremo a farle“. Lo ha detto l’assessora capitolina ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi, durante la presentazione del piano Rifiuti di Roma. “Abbiamo messo i nuovi cestini a San Lorenzo e ci hanno fatto i complimenti perché la data era quella dell’1 settembre. Domani a Ostia metteremo in campo cestini per la raccolta differenziata– ha aggiunto- Insomma stiamo realizzando azioni che guardano ai primi obiettivi del piano, cioè riduzione, raccolta differenziata e riciclo. Gli impianti per le terre di spazzamento (2 da 100mila tonnellate ciascuno, ndr) servono a questo: non ci sarà nulla che non riguarderà gli obiettivi principe dell’economia circolare”.

Saranno realizzate anche diverse stazioni di trasferenza, dove parcheggiare quei rifiuti raccolti che non hanno immediato sbocco per il loro trattamento: “Ama sta rivedendo la logistica del piano industriale, che va completamente ricostruita- ha concluso Alfonsi – C’è una grande necessità di stazioni di trasferenza, andranno posizionati dove servono e si sta facendo uno studio in azienda rispetto al loro numero. Bisogna entrare in un’altra ottica rispetto a prima, quando questi siti venivano considerati luoghi di emergenza per mettere un po’ di rifiuti e poi portarli a trattamento“.

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