InquinamentoSalute

PFAS, sostanze chimiche oltre la norma nelle acque potabili di Indianapolis

Condividi

L’Environmental Working Group ha trovato PFAS nella quantità di 15 parti per miliardo nelle acque potabili di Indianapolis. Questi agenti chimici sono stati legati in passato a problemi alla salute.

Una serie di sostanze chimiche sintetiche, in passato associate ad un gran numero di problemi sanitari, è stata trovata nell’acqua potabile di Indianapolis, capitale dello stato dell’Indiana negli Stati Uniti. Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono state trovate nell’acqua della città al livello di 15 parti per miliardo, secondo uno studio condotto da Environmental Working Group.

PFAS, stanziati ulteriori 23,2 mln per fronteggiare emergenza

Il livello è molto più basso rispetto al limite imposto dall’Environmental Protection Agency (EPA) di 70 parti per miliardo ma più alto degli standard imposti dai ricercatori e da vari governi federali.  La California, ad esempio, richiede un avviso per qualsiasi acqua potabile con più di 5,1-6,5 parti per miliardo dei due tipi più studiati di sostanze PFAS, e un comitato statale del Michigan ha appena approvato standard che vanno dalle 8 alle 16 parti per miliardo per le stesse sostanze chimiche. L’ Environmental Working Group ed un recente studio di Harvard sostengono che questi standard siano troppo alti. Entrambe le fonti sostengono che il limite debba essere di una parte per miliardo, l’equivalente di una goccia d’acqua in una piscina olimpica. Di tutte le città e contee prese in considerazione dal report di EWG, Indianapolis ha mostrato un livello sopra la media mentre le vicine città di Louisville e Columbus hanno mostrato perfino livelli più alti.

Ciò nonostante, secondo lo scienziato di EWG David Andrews, l’approvvigionamento idrico di Indianapolis ha mostrato livelli di PFAS 15 volte superiori al limite proposto dall’organizzazione. “Queste informazioni sarebbero dovute essere pubbliche anni fa. Studi su questi agenti chimici dimostrano una serie incredibili di effetti negativi sulla salute”. Non è la prima volta che le acque della città vengono sottoposte ai test. Il sistema idrico di Indianapolis è stato monitorato tra il 2013 e il 2015 ma secondo l’Indiana Department of Environmental Management non sono state trovate tracce di PFAS. Tuttavia EWG ha monitorato le acqua della città tra maggio e dicembre dello scorso anno, sostenendo di aver cercato nelle acque molti più agenti chimici rispetto all’EPA.

Pfas, un problema di contaminazione globale

Due di questi agenti, i PFAS e PFOS, sono stati notoriamente utilizzati per realizzare Scotchguard e il rivestimento antiaderente su pentole in teflon, dando vita a generazioni di nuovi prodotti. Da allora questo composto è stato gradualmente eliminato. Tuttavia, i materiali che contengono PFAS sono molto diffusi, presenti in prodotti che vanno dai sacchetti per popcorn a microonde ai prodotti per la pulizia. Dal momento che ci vuole molto tempo affinché questi agenti chimici si rompano il rischio di contaminazione è molto alto. Questi agenti possono essere trovati nel suolo, nell’aria e perfino nei fiumi. “Provengono da molte fonti, è questa parte della sfida” ha commentato Linda Lee della Purdue University. Secondo le stime di EWG circa 110 milioni di americani potrebbero aver bevuto acqua contaminati e circa il 99% degli americani ha agenti chimici nel loro sangue. “Si è discusso a lungo sulla loro tossicità quindi a che livello possono essere considerate sicure? Le persone non hanno idea di quante cose che danno per scontate sono legate a questi composti…ma nessuno si è reso conto di quanto siano eterne“.

 

Nonostante i PFAS siano considerati dei contaminanti pericolosi non è chiaro il loro impatto sul corpo umano. Tuttavia sono stati legati in passato a problemi sanitari come complicazioni al sistema immunitario, colesterolo, problemi ormonali e cancro. Questi agenti chimici impiegano anni per rompersi. Di conseguenza questi possono rimanere nel sistema circolatorio più a lungo che nell’acqua. “Questi agenti chimici si trovano in ogni fonte d’acqua. Questo sottolinea il fatto che sia impossibile evitarli“. Alexis Temkin, tossicologa dell’ EWG, ha trovato caratteristiche di carcinogeni in 26 PFAS ma sostiene che non ci siano abbastanza dati per legarli alla malattia. Tuttavia è ancora preoccupata da questi risultati: “Nonostante questi 26 agenti chimici presentino le caratteristiche dei carcinogeni questo non vuol dire che per forza causino il cancro. Però è importante limitarne l’esposizione”.


Quest’anno sono state discusse due proposte di legge sulle PFAS. La prima, ignorata, imponeva un limite massimo di PFAS nelle acque dello stato mentre la seconda, che limitava l’uso di queste sostanze nella schiuma utilizzata dai pompieri, è stata approvata. Limitare l’utilizzo di questa schiuma può servire a ridurre l’ammontare di agenti chimici che finisce sul suolo e nell’acqua. Secondo la deputata Peggy Mayfield l’approvazione di questa proposta è stata essenziale per limitare i danni alla salute pubblica: “In questo momento in Indiana non ci sono controlli sull’utilizzo delle PFAS nonostante altri stati abbiano già iniziato a lavorare ad un divieto totale. Non penso che siamo pronti come stato”. Potrebbe essere impossibile evitare questi agenti chimici ma secondo Temkin ci sono alcune misure che ne possono limitarne l’esposizione. Evitare imballaggi come involucri per sandwich, contenitori per alimenti resistenti al grasso e altri imballaggi per alimenti a rapida preparazione potrebbe essere d’aiuto. Anche i tappeti, i tessuti o i mobili resistenti alle macchie sono in genere realizzati con prodotti chimici PFAS, quindi scegliere di rinunciare a questi prodotti potrebbe anche essere una buona idea.

USA, acqua potabile contaminata: superati i limiti di sicurezza in quasi tutti gli Stati

Per soluzioni a più lungo termine rivolte ai negozi di sostanze PFAS nel suolo e nell’acqua, Lee ha consigliato di concentrarsi sul promuovere la loro rimozione dalla produzione. “Penso che dovremmo vietarli dagli imballaggi e si stanno facendo passi avanti in quella direzione” ha detto Lee “perché questi prodotti chimici chiaramente non si rompono nell’ambiente…quindi tocca a noi eliminarli gradualmente dai nostri prodotti“.

(Visited 13 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago