Territorio

Petrolio, sversamento in Val D’Agri. Costa: “Chi inquina paga. Lo Stato c’è”

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Petrolio. I carabinieri del Noe di Potenza hanno arrestato il dirigente dell’Eni Enrico Trovato, al termine di indagini avviate su disposizione della procura di Potenza, che ha coordinato le indagini per una fuoriuscita di petrolio dal Centro Olio di Viggiano avvenuta nel 2017.  “Oggi è una giornata importante per la regione Basilicata e per la nostra attività di tutela dell’ambiente”, Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente.

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Pubblicato da Sergio Costa su Martedì 23 aprile 2019

Il dirigente dell’Eni, Enrico Trovato, all’epoca dei fatti era responsabile del Cova. Da quanto si è appreso sono indagate altre 13 persone fisiche e una persona giuridica, l’Eni, per i reati di disastro, disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale e altro.

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“Chi ha inquinato e chi non ha controllato deve pagare”, così Legambiente che in una nota congiunta, nazionale e del circolo lucano della Val d’Agri, esprimono la propria soddisfazione “per l’applicazione della legge sugli ecoreati rispetto ai fatti gravi accaduti in Val d’Agri”. Fatti che la stessa associazione ambientalista “aveva denunciato con un esposto penale nel 2017 dopo le dichiarazioni di Eni sugli sversamenti di petrolio dal centro oli di Viaggiano“. “Siamo particolarmente soddisfatti – sottolinea il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – che la magistratura e le forze dell’ordine si siano avvalse della legge 68 del 2015 che introduce nel codice penale i delitti di inquinamento, disastro ambientale e omessa bonifica, per fermare questa situazione del tutto inaccettabile in Val d’Agri. Per il risanamento dal disastro ambientale contestato dalla Procura chiediamo anche il riconoscimento della responsabilita’ oggettiva della societa’ Eni”.

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Il procedimento penale, nel cui ambito è stata emessa la misura cautelare, riguarda, in qualità di indagati, non solo alcuni dirigenti della compagnia petrolifera, ma, anche, pubblici ufficiali facenti parte del Ctr (Comitato tecnico regionale) della Basilicata, il cui compito era quello di controllare, sotto il profilo della sicurezza e dei rischi ambientali, l’attività estrattiva dell’Eni.

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Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta l’esito delle indagini : “Oggi e’ una giornata importante per la regione Basilicata e per la nostra attività di tutela dell’ambiente. Ancora una volta dimostriamo con i fatti che chi inquina non può restare e non resterà impunito. I miei complimenti quindi ai Carabinieri del Noe e alla Procura della Repubblica di Potenza per le indagini che hanno portato all’accertamento dei responsabili della fuoriuscita di petrolio che, nel febbraio 2017, contaminò gravemente il reticolo idrografico della Val D’Agri. Questo è solo l’inizio di un’offensiva mirata contro chi inquina la Basilicata, e più in generale il nostro territorio. L’ambiente è di tutti e non faremo sconti a nessuno”.

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