Rifiuti

Petrolio in Basilicata, ENI condannata per traffico illecito di rifiuti

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L’azienda petrolifera ENI è stata condannata per traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta sul Centro Oli di Viggiano, in provincia di Matera: confiscati beni per 45 milioni di euro.

Si è concluso con la condanna dell’ENI il processo riguardante il Centro Oli di Viggiano, in provincia di Matera. L’azienda petrolifera italiana è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa di 700mila euro e alla confisca di circa 44,2 milioni di euro.

La sentenza è stata emessa dal presidente della sezione penale del Tribunale di Potenza, Rosario Baglioni: in totale sono state condannate sette persone – sei tra ex manager e dipendenti Eni, e un ex dipendente della Regione Basilicata – a pene comprese tra un anno e quattro mesi e due anni di reclusione, e all’interdizione di un anno dai pubblici uffici  per attività organizzata per il traffico di rifiuti, escludendo però per mancanza di prove la responsabilità per nove società.

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Sono stati condannati a due anni di reclusione Ruggero Gheller (ex responsabile del Distretto meridionale dell’Eni), Nicola Allegro e Luca Bagatti; a un anno e quattro mesi di reclusione Enrico Trovato (ex responsabile del Distretto meridionale dell’Eni), Roberta Angelini e Vincenzo Lisandrelli; a un anno e sei mesi di reclusione l’ex dipendente della Regione Basilicata, Salvatore Lambiase.

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Nel 2016 l’inchiesta portò al sequestro, durato circa quattro mesi, del Centro Oli di Viggiano: l’accusa riguardava lo smaltimento dei rifiuti prodotti dallo stesso Centro Oli. Una vicenda che ebbe profonde ripercussioni politiche, con le dimissioni di Federica Guidi, all’epoca ministra allo Sviluppo Economico.

L’ ENI  ha diffuso una nota in cui pone l’acccento sulla “pronuncia di assoluzione parziale emessa oggi dal Tribunale” di Potenza “rispetto all’ipotesi di reato di falsità ideologica in atto pubblico”, ma al contempo “non condivide il riconoscimento di responsabilità per la grave ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti”. La compagnia – continua la nota – “rimane convinta che l’operato del Cova (il Centro Olio di Viggiano) e dei propri dipendenti sia stato svolto nell’assoluto rispetto della normativa vigente.”

 

 

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