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Dopo varie provocazioni, arriva la goccia che fa traboccare il vaso: il senatore, presidente della Commissione Esteri, sarà espulso dal Movimento 5 Stelle.

Vito Petrocelli colpisce ancora, ma questa volta è la goccia che fa traboccare il vaso. Il senatore e presidente della Commissione Esteri, da sempre apertamente filorusso, ieri ha pubblicato un tweet fin troppo eloquente: “Per domani, buona festa della LiberaZione“. La Z maiuscola è un chiarissimo e volutissimo riferimento al simbolo dell’invasione russa in Ucraina e Petrocelli si conferma ancora una volta dichiaratamente dalla parte di Putin.

 

Non è la prima volta che Vito Petrocelli si mette in posizioni, anche apertamente contrastanti con quella ufficiale del suo partito. Il senatore aveva rilanciato diverse bufale di propaganda russa e cinese, oltre a scegliere di volare a Washington proprio quando la Commissione Esteri da lui presieduta doveva votare gli aiuti per l’Ucraina. Tutto questo, dopo lo scoppio della guerra. In precedenza, anche in tempi non sospetti, aveva sempre attaccato l’Unione europea pur di difendere Putin e aveva votato contro varie sanzioni imposte a Mosca.

 

Alla fine, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, dopo l’ultima uscita di Petrocelli aveva annunciato: “Vito Petrocelli è fuori dal Movimento 5 Stelle. Stiamo completando la procedura di espulsione. Il suo ultimo tweet è semplicemente vergognoso. Il 25 aprile è una ricorrenza seria. Certe provocazioni sono inqualificabili“. Forti parole di condanna anche da altri (ormai ex) colleghi di partito, come Stefano Buffagni e Paola Taverna. Visto il personaggio, però, viene da chiedersi: chi lo ha voluto presidente della Commissione Esteri del Senato? Siamo sicuri che gli eletti del M5S fossero davvero tutti “ragazzi meravigliosi“?

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