Clima

Petersberg Climate Dialogue, l’appello: “Clima al centro per ripartenza economia post covid-19″”

Condividi

Si è conclusa l’undicesima edizione del Petersberg Climate Dialogue con un messaggio chiaro: il clima dovrà essere al centro della ripartenza economica post COVID-19.

Il Governo britannico si è unito all’appello del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres e della Cancelliera tedesca Angela Merkel per chiedere ai governi che la ripresa economica post COVID-19 non metta a rischio ulteriormente la crisi climatica.

Covid-19, al via le conferenze web di Rete Ambiente “Perché il dopo non sia come prima”

Il Segretario degli Esteri Dominic Raab ha parlato al Petersberg Climate Dialogue, la conferenza sul clima organizzata annualmente dalla Germania, che in via eccezionale quest’anno si è svolta in streaming a causa dell’emergenza coronavirus. Alla conferenza hanno preso parte oltre 30 ministri dell’ambiente di ogni parte del mondo. Raab, che ha preso il posto di Boris Johnson ancora in fase di recupero, ha spiegato ai leader che “è dovere di ogni governo responsabile” rilanciare l’economia con iniziative a favore del clima: “Questo vuol dire investire in industrie e infrastrutture che possano invertire la rotta sui cambiamenti climatici. E vuol dire fare il possibile per modellare l’economia in modo che possa sostenere la natura”.

Nella conferenza è intervenuto anche il Presidente del COP26 Alok Sharma, che ha condiviso l’appello dei colleghi sul bisogno di una ripartenza “green” dell’economia e ha promesso che il Regno Unito lavorerà per alzare il livello dell’azione climatica in vista della conferenza di Glasgow, rinviata al prossimo anno: “Come presidente del COP in arrivo, la promessa è che il Regno Unito, con il supporto dell’Italia come partner, lavorerà giorno e notte per alzare le ambizioni sui cambiamenti climatici, e questo significa più ambizione nelle azioni per ridurre le emissioni, più ambizione nel costruire resilienza e più ambizione nella cooperazione come abbiamo fatto e dimostrato oggi. Il rinvio della conferenza ha fornito al mondo un lasso di tempo in cui è necessario accelerare lo slancio verso un’economia a zero emissioni di carbonio”. Sharma ha anche detto di essersi “rincuorato” nel vedere quanti punti chiave della prossima conferenza dell’Onu siano stati analizzati nei due giorni del Petersberg Climate Dialogue, sottolineando il bisogno di concentrarsi su una transizione verso energia e trasporti puliti, il bisogno di soluzioni naturali per l’adattamento e la mitigazione, e i piani per un’economia “green”.

ll COVID-19 sta avendo un impatto devastante. È una crisi internazionale senza precedenti, umana, sanitaria ed economica. Ma per evitare che da una tragedia ne derivi una seconda a causa di una ripartenza “black”, dobbiamo pensare ad un futuro “green”. Queste le parole del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto nel corso dell’XI Petersberg  Dialogue. Abbiamo l’opportunità di rivedere il nostro modo di produrre, consumare e commerciare. Studi qualificati mostrano come la trasformazione energetica possa accompagnare crescita e occupazione. Le risorse finanziarie messe a disposizione per la ripresa devono favorire una giusta transizione verso sistemi ad alta efficienza e basse emissioni, sviluppando le tecnologie emergenti. Parallelamente, dobbiamo tagliare gli incentivi economici che ancora premiano settori dannosi per l’ambiente”.
La COP 26 è un momento fondamentale per rilanciare l’ambizione – ha affermato Costa -. Come Italia faremo la nostra parte, organizzando la PRE COP e l’evento collegato Youth for Climate. Ambizione vuol dire rilancio degli NDC, che puntiamo ad innalzare a partire dall’Unione Europea, per ridisegnare le nostre economie in modo più inclusivo, sostenibile e giusto”.
“Possiamo scegliere se ripartire da dove eravamo rimasti, oppure fare un grande balzo in avanti – ha concluso -. Noi guardiamo al futuro: avanziamo, tutti assieme, verso una green normality”.

Nella stessa sessione la cancelliera Merkel ha sostenuto il piano della Commissione Europea di introdurre un European Green Deal e migliorare gli obiettivi per dimezzare le emissioni entro il 2030: “Combineremo un’azione climatica con una nuova prospettiva economica e nuovi posti di lavoro. Il coronavirus ci ha mostrato che la cooperazione internazionale è cruciale, e che dal benessere di una nazione dipende quello delle altre. Lasciatemi essere chiara. Ci sarà un dibattito difficile sulla collocazione di questi fondi. Ma è importante che i programmi per rilanciare l’economia tengano sempre d’occhio il clima. Non dobbiamo mettere da parte il clima ma investire in tecnologie climatiche”. La Germania, come il Regno Unito e le altre grandi economie, è sotto la pressione di imprese, gruppi verdi ed economisti che chiedono che la ripartenza economica non venga fatta a discapito dell’ambiente e che i settori più inquinanti vengano finanziati solo nel rispetto di condizioni stringenti.

I cambiamenti climatici non sono solo un problema ambientale ma anche di sicurezza

Prendendo parte alla conferenza, il Segretario Guterres ha ripresentato il piano da sei punti svelato a inizio mese, nel quale si chiede ai governi di combattere la crisi climatica, creare posti di lavoro green per far ripartire l’economia, favore investimenti nella decarbonizzazione e resistere alla tentazione di finanziare i settori più inquinanti: “Laddove i soldi dei contribuenti verranno utilizzati per salvare le imprese, dovranno creare posti di lavoro green e finanziare una crescita inclusiva e sostenibile. Non dovranno finanziare quelle industrie che inquinano e sfruttano i combustibili fossili. I fondi pubblici dovrebbero servire per investire in un futuro sostenibile, finanziando settori e progetti a favore dell’ambiente e del clima. I sussidi ai combustibili fossili devono finire e il carbonio dovrà avere un prezzo in modo che gli inquinatori pagheranno per l’inquinamento prodotto”. Guterres ha anche chiesto che i paesi in via di sviluppo ricevano 100 miliardi di dollari l’anno come aiuto per ridurre le emissioni e fronteggiare le conseguenze della crisi climatica, suggerendo inoltre di ridurre il debito di questi paesi per aiutarli a fronteggiare la pandemia del COVID-19: “Non possiamo permettere che il pesante e crescente debito dei paesi in via di sviluppo venga utilizzato per ostacolare le loro ambizioni sul clima”.

Guterres ha invitato i governi a presentare i propri piani sul clima e i contributi determinati a livello nazionale (NDC) entro la fine dell’anno, come previsto dagli accordi di Parigi, e ha richiamato Cina e USA, i più grandi inquinatori del mondo: “L’accordo di Parigi è stato in parte possibile grazie all’impegno di USA e Cina. Senza il contributo di questi grandi inquinatori, tutti gli sforzi saranno vani”. Il Presidente americano Donald Trump ritirerà gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi alla fine dell’anno ma il candidato democratico Joe Biden ha promesso di rivedere completamente la decisione in caso di elezione. Intanto la Cina sta lavorando per rispettare gli NDC ma non è ancora chiaro a che livello. La decisione di Guterres di nominare proprio Cina e Stati Uniti è giunta a seguito dell’analisi di Vivid Economics, che sostiene che solamente il 10% degli investimenti per rilanciare l’economia siano rivolti ad industrie verdi e che Cina e USA siano tra i primi paesi a sostenere economicamente il settore dei combustibili fossili.

Guterres ha accolto l’iniziativa del Ministro dell’ambiente giapponese Shinjiro Koizumi, che ha proposto lo sviluppo di una piattaforma online nella quale tutti i paesi possono discutere di come formulare i piani per l’economia in attesa del COP26. Inoltre Guterres ha lodato gli sforzi di Koizumi “per far entrare il Giappone nella lista di quei paesi che possono raggiungere la neutralità dal carbonio entro il 2050”. Il Giappone è uno di quei pochi paesi ad aver aggiornato gli NDC ma ha ricevuto critiche da parte di attivisti e diplomatici per aver rifiutato di aggiornare i propri obiettivi sul clima. Tuttavia Koizumi è noto per la pressione che sta facendo affinché questi obiettivi vengano raggiunti e nella conferenza ha spiegato che continuerà col suo impegno: “Non è nostra intenzione lasciare gli obiettivi nazionali a questo livello, piuttosto miriamo a diventare un modello d’ispirazione per gli NDC, riflettendo le ambizioni sulla riduzione delle emissioni”

Inquinamento, nessuna deroga. Costa: “Metterebbe solo a rischio la salute dei cittadini”

Nella conclusione del suo discorso, Guterres ha spiegato che è importante attingere alle similitudini tra il coronavirus e la crisi climatica: “Dobbiamo far capire alle persone che quando parliamo del coronavirus e della crisi climatica stiamo parlando di due cose simili: sfide globali che mostrano quanto sia fragile il nostro mondo e mostrano che abbiamo bisogno di risposte globali, possibili solamente in un contesto multilaterale. Abbiamo a che fare con beni pubblici globali che dobbiamo proteggere e migliorare“.

(Visited 38 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago