Salute

Chlorpyrifos, Ue bandisce il pesticida che procura danni irreversibili al cervello dei bambini

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Il comitato composto dagli esperti dei vari Stati membri dovrà approvare la proposta della Commissione europea volta a proibire in tutto il mercato unico la commercializzazione chlorpyrifos, il pesticida più diffuso in agricoltura, nocivo soprattutto per lo sviluppo mentale nei bambini.

Il pesticida chlorpyrifos al momento è autorizzato in 20 paesi Ue, tra cui l’Italia, e vietato solo in 8 paesi Ue: Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Slovenia, Svezia e Regno Unito.

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Immessi sul mercato negli anni ’60, i clorpirifos e il clorpirifos-metile sono tra i trattamenti più utilizzati. Erano usati sulle colture di patate, verdure, bacche e uva.

Il Comitato permanente competente in materia di piante, animali, alimenti e mangimi, composto dagli esperti dei vari Stati membri, dovrà approvare la proposta della Commissione europea volta a proibire in tutto il mercato unico la commercializzazione della sostanza. Il comitato ha il compito di emettere pareri sulle misure di attuazione proposte dalla Commissione nell’ambito della legislazione vigente sulla sicurezza alimentare. E può eventualmente bocciare tali proposte con un voto di maggioranza sfavorevole.

Sono oltre 50 gli antiparassitari a base di chlorpyrifos registrati in Italia con validità fino al prossimo 31 gennaio, data in cui scatterà il divieto Ue. Oltre la metà della produzione italiana  è concentrata a Varese, dove opera la fabbrica locale di Dow Chemical.

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Ritenuto un potente interferente endocrino, il pesticida viene considerato potenzialmente pericoloso da tempo. Negli anni ’90, diversi studi portarono la comunità scientifica ad invitare l’Unione europea, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a ragionare con molta attenzione sull’opportunità di continuare ad autorizzare il chlorpyrifos, o almeno a consentirne l’uso senza alcuna restrizione: si mettevano in evidenza delle incongruenze potenzialmente fuorvianti sulle conclusioni inserite nelle relazioni di prova presentate dal produttore, la multinazionale statunitense Dow Chemical.

I nuovi effetti dirompenti sulla salute umana di questo pesticida sono stati svelati dal quotidiano francese Le Monde: “Nato per sostituire il Ddt e i suoi effetti deleteri nel 1965, il prodotto della statunitense  Dow Chemical danneggia in effetti il ​​cervello dei bambini in modo irreversibile”.

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Le pressioni di Dow Chemical, vicina al presidente Donald Trump, hanno finora dissuaso l’Agenzia ambientale americana dall’imitare il blocco voluto dall’Ue. E questo, nonostante proprio negli Stati Uniti siano stati scoperti, già nel 2006, i danni neuronali indotti nei bambini dal chlorpirifos presente nell’utero materno.

Leonardo Trasande, pediatra alla New York University, ha spiegato: “Il chlorpyrifos, come  tutti  i pesticidi organofosfati, causa seri problemi nello sviluppo cognitivo dei bambini dalla prima infanzia specie se le madri hanno avuto un’alta esposizione durante la gravidanza. Non solo. In molti studi è stato dimostrato che il pesticida è uno dei fattori che causano nei bambini disturbi dell’attenzione e iperattività, perdita di punti nel QI o obesità”.  Nei più piccoli si rischia un calo di 2,5 punti del QI.  

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A febbraio 2020, lo stesso comitato tecnico voterà anche un’altra proposta della Commissione europea che prescrive la messa al bando di tutti gli alimenti che contengono tracce di chlorpirifos. La misura s’inquadra nel Regolamento del 2009 sull’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari.

L’embargo annunciato da Bruxelles ha scatenato le proteste dei grandi esportatori di derrate extra-comunitari: in primis gli USA, i cui prodotti distribuiti nel mercato europeo, insieme a quelli cinesi, presentano i più elevati quantitativi di chlorpirifos. I paesi minacciati si riservano di adottare contromisure in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, sebbene l’Ue concederà loro tre mesi di tempo dall’interdizione per ripulire le proprie piantagioni.

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