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Allarme rosso: troppi pesticidi nei pomodori. Il test de Il Salvagente

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Portare in tavola un pomodoro nel quale sono presenti ben 16 residui di altrettanti pesticidi, può lasciarci tranquilli? Eppure sono proprio questi alcuni dei risultati delle analisi condotte dal Salvagente su 12 confezioni acquistate nei più famosi supermercati, hard discount e negozi bio italiani.

Nel corso della conferenza stampa di lunedì 24 giugno sono stati presentati i risultati delle analisi condotte da Il Salvagente su 12 confezioni di pomodori acquistate nei più famosi supermercati, hard discount e negozi bio italiani.

Contrariamente a quanto evidenziato dall’inchiesta di aprile sulle insalate in busta, ricche di cadmio con valori vicini alla soglia massima consentita, la situazione dei pomodori è decisamente migliore: il limite di legge è di 0,05 mg/kg, e solo due dei prodotti analizzati ne portano la traccia, seppure dieci volte al di sotto del limite.

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Discorso diverso per il piombo e per il rame, il primo classificato come probabile cancerogeno per l’uomo e il secondo associato all’insorgenza di patologie cardiovascolari. Ad eccezione di un marchio, tra l’altro un Pachino Igp, sono sempre risultati presenti anche se con valori decisamente bassi.

L’analisi multi residuale a cui Il Salvagente ha sottoposto i 12 campioni ha segnalato la presenza di pesticidi legati alla coltivazione in serra, ad esempio i fungicidi (ben 16 molecole diverse).

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Ma sebbene tutti e 12 i campioni siano risultati pienamente conformi alle legislazioni in materia, non mancano i punti interrogativi sulle conseguenze che i pesticidi e metalli pesanti potrebbero arrecare all’organismo umano, seppure con valori molto al di sotto dei limiti di legge.

Una delle domande più controverse riguarda proprio il cosiddetto effetto cocktail, vale a dire l’azione combinata sulla salute umana di basse dosi di principi attivi che sono copresenti nell’alimento e cui i effetti sono ancora tutti da chiarire.

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Questi i pomodori in ordine di valutazione dal migliore al peggiore:

  • Pomodoro a grappolo – NaturaSì
  • Pomodorino a grappolo bio – Esselunga
  • Pomodoro ciliegino – Coop
  • Motekino Oranfrizer – Solo di Sicilia
  • Pomodori – Lidl
  • Pomodoro Marzanino – Valfrutta
  • Pomodoro Ciliegino – Conad
  • Pomilio – Valfrutta
  • Pomodoro ciliegino – Carrefour
  • Pomodoro a grappolo – Esselunga
  • Pomodoro a grappolo – Eurospin
  • Pomodoro pachino Igp – Agroyal

Alla luce dei risultati dei test effettuati sorge spontanea una domanda: è possibile coniugare la qualità del pomodoro senza ricorrere a fitofarmaci e pesticidi?

Un nutrito fronte di ambientalisti e agricoltori bio ha chiesto al governo di porre finalmente in consultazione il Pan pesticidi, il Piano di azione nazionale, che avrebbe dovuto essere pubblico già ad aprile, e di assicurare più tutela all’ecosistema e ai cittadini e a sancire finalmente che sia chi inquina a dover pagare per i danni che produce.

LIPU e WWF hanno presentato i dati relativi alla mancata applicazione delle misure previste dal Decreto interministeriale del 10 marzo 2015, relativo alle “Linee Guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette”. I dati tratti da una relazione inedita prodotta da ISPRA per conto del Ministero dell’Ambiente dimostrano infatti come le misure sull’uso della chimica di sintesi nelle aree ad elevato valore naturale ed a tutela delle acque adottate negli ultimi 7 anni siano state completamente disattese ed inefficaci.

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Maria Grazia Mammuccini è la portavoce della coalizione Stop Glifosato, e ricorda come nel 2013 “avevamo fatto tante proposte di buon senso, ma non ne è stata accolta neppure una e i ministeri non ci hanno mai dato una spiegazione”.

Tra le richieste avanzate ora c’è la priorità assoluta dell’agricoltura biologica, riducendo l’uso di pesticidi di sintesi: “Ci attendiamo che la superficie da convertire a biologico arrivi almeno al 40% entro il 2030; per raggiungere questo traguardo, però serve un sistema di supporto, ricerca, formazione e informazione per gli agricoltori che scelgono di convertire i propri campi in coltivazioni biologiche”.  Si rende anche indispensabile, aggiunge Mammuccini, “una tutela per la produzione biologica, e che venga finalmente applicato il principio che chi inquina paghi. Fino a oggi avviene esattamente il contrario”.

Al suo fianco nella battaglia per una rivoluzione verde c’è anche Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, che sottolinea come “i pesticidi impiegati sulle colture hanno come effetto collaterale quello di contribuire alla perdita di biodiversità, causando anche una significativa riduzione delle popolazioni degli organismi utili, tra i quali vi sono gli insetti impollinatori, fondamentali per l’agricoltura. I pesticidi penetrano nel suolo e, quindi, nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee, con un danno quindi diffuso a tutti gli ecosistemi”.

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Soprattutto nelle zone Natura 2000, una rete di aree protette da norme europee e nazionali a tutela della biodiversità. Molti di questi siti sono legati ad ambienti agricoli, in cui operano il 12,8% delle aziende agricole censite dall’Istat.

“Nella maggior parte dei siti Natura 2000 viene condotta un’agricoltura convenzionale, con l’utilizzo di pesticidi di sintesi-afferma Giorgia Gaibani, responsabile Natura 2000 della Lipu– nonostante norme europee e nazionali chiedano di ridurre sensibilmente l’uso dei pesticidi eliminando quelli più pericolosi, a tutela della biodiversità e della salute umana”.

Se anche questa volta i ministeri coinvolti non dovessero prestare alle richieste emerse dal Pan pesticidi, si presenterà ancora una volta un ricorso alla Commissione Europea.

Alla conferenza stampa sono intervenuti:

Matteo Fago – Editore de il Salvagente

Riccardo Quintili – Direttore de Il Salvagente

Maria Grazia Mammuccini – portavoce della coalizione Stop Glifosato

Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del Wwf Italia

Edoardo Prestanti, Sindaco di Carmignano

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