Pesticidi, che fine ha fatto il nuovo Piano di Azione per l’uso sostenibile dei fitofarmaci?

Pesticidi. Quando sarà reso noto il nuovo Piano di azione per l’uso sostenibile dei fitofarmaci(Pan)?

Cosa c’è dietro il ritardo della sua pubblicazione?

Il nuovo Pan, seguirà il principio di precauzione che assicura la massima tutela delle persone e della natura, a iniziare dagli stessi agricoltori?

Sono queste le domande che le deputate Rossella Muroni e Sara Cunial, insieme alle associazioni di settore, rivolgono ai ministeri delle Politiche agricole, dell’Ambiente e della Salute per sapere come mai del nuovo Pan “non ci siano più notizie”.

Lo scorso 12 febbraio infatti è scaduto il Piano, ma il nuovo è bloccato al Ministero delle Politiche Agricole e del Turismo dal 17 aprile, nonostante abbia già ricevuto i pareri favorevoli dei ministeri dell’Ambiente e della Salute.

“Cercasi Pan disperatamente! In una battuta potremmo sintetizzare così la situazione del nuovo Piano Nazionale di Azione per l’uso sostenibile dei fitofarmaci – commenta la deputata LeU Rossella Muroni – ma siccome non siamo al cinema, considerando il ritardo nella pubblicazione e il malcelato tentativo di insabbiamento del nuovo PAN pesticidi, ho raccolto l’allarme del WWF e delle associazione promotrici della campagna Cambia la terra e nelle scorse settimane ho presentato una interrogazione ai Ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute. Un atto sottoscritto anche dal collega Fornaro con cui sollecitiamo la pubblicazione del PAN, chiedendo quali siano le cause del ritardo e se l’Italia, come fatto dall’Austria, invocherà il principio di precauzione per vietare l’uso del glifosato”.

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Il nuovo piano dovrà dettare le regole per l’uso dei pesticidi non solo in agricoltura ma anche per la gestione del verde pubblico e la manutenzione di strade e ferrovie.

È ormai scientificamente provato che l’esposizione ai pesticidi possa essere associata allo sviluppo di diverse patologie – neurodegenerative, neonatali, ormonali – nonché a problematiche a carico del sistema immunitario e persino all’insorgenza di tumori.

Si tratta di effetti addirittura sottostimati, in quanto l’attuale valutazione del rischio non considera molti aspetti dell’esposizione multipla e cronica ai pesticidi.

Escludendo l’esposizione in ambito professionale, le persone maggiormente esposte sono quelle che vivono nelle zone rurali, e particolarmente sensibili, risultano essere i bambini e le donne in gravidanza.

I cittadini dunque rappresentano le principali vittime delle contaminazioni, legate ai trattamenti effettuati nei campi adiacenti alle abitazioni e alle irrorazioni perpetuate in parchi pubblici, strade e ferrovie.

La legge a riguardo è carente e inefficace, motivo per cui, con il nuovo Pan si auspica una riformulazione, chiara e inequivocabile, di un sistema di regole che tuteli e protegga realmente la popolazione e sia in linea con il principio di precauzione per cui, qualora la comunità scientifica non sia concorde sugli effetti nocivi di una determinata sostanza è compito dei decisori politici proteggere innanzitutto i propri cittadini.

“Pesticidi e diserbanti – prosegue la Muroni – hanno  pesanti costi socio-sanitari per la contaminazione di aria e acqua, per il multi-residuo su frutta e verdura, per il degrado del suolo e per la perdita della biodiversità naturale. Ecco perché è importante utilizzare i fitofarmaci con responsabilità, seguendo regole e divieti stabiliti dal Piano Nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN Pesticidi).  Uno strumento fondamentale a tutela di ambiente, salute e agricoltura sostenibile, che però è bloccato al Ministero dell’Agricoltura”.

“Il nuovo Pan  – conclude la Muroni – dovrebbe essere anche lo strumento per dare attuazione agli impegni che il governo ha assunto grazie alla mozione bipartis per un’agricoltura sostenibile, nata a partire da un atto a mia prima firma, approvata in febbraio dalla Camera. Tra gli impegni che l’atto prevede per l’esecutivo ci sono anche l’introduzione dell’ obbligo di avviso ai residenti prima di ogni trattamento e di una distanza minima di sicurezza per evitare il rischio di contaminazione chimica di colture bio, abitazioni e spazi pubblici”.

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Per FederBio, Legambiente, Lipu, ISDE e WWF, quali il nuovo PAN dovrà risolvere con urgenza:

  • distanze di sicurezza dalle abitazioni e da aree sensibili frequentate da bambini, anziani e donne in gravidanza; contaminazione accidentale delle coltivazioni biologiche;
  • adeguata informazione sui giorni, gli orari ed i principi attivi utilizzati nei trattamenti;
  • divieto di utilizzo di principi attivi tossici e nocivi per specie di flora e fauna selvatiche nei siti Natura2000 e altre aree naturali protette;
  • contaminazione delle acque superficiali e sotterranee.

“Lo stop del nuovo PAN pesticidi da parte del Ministro Centinaio ha dell’incredibile – commentano le associazioni di ‘Cambia la Terra’ – perché impedisce di fatto la soluzione di gravi problemi legati all’uso dei pesticidi noti oramai a livello territoriale e segnalati da numerosi comitati di cittadini esasperati dall’esposizione ai rischi per la propria salute. In alcune aree, ad esempio nel viterbese, ci sono situazioni di vera e propria emergenza sociale che hanno indotto l’intervento dei Prefetti e ordinanze dei Sindaci per anticipare le possibili soluzioni che dovrebbero invece essere fornite a livello nazionale dal nuovo PAN Pesticidi”.

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